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Gli psicofarmaci prima della tragedia

La villetta in via Moscardina dove abitavano le vittime CECCONLa casetta degli attrezzi dov’è avvenuta la duplice impiccagione
La villetta in via Moscardina dove abitavano le vittime CECCONLa casetta degli attrezzi dov’è avvenuta la duplice impiccagione
Davide Moro 08.09.2018

Davide Moro PIANEZZE Prima avrebbe stordito la moglie con degli psicofarmaci e poi l’avrebbe impiccata, togliendosi la vita subito dopo allo stesso modo, nel capanno degli attrezzi dietro casa. Ma, anche se procura e carabinieri la ritengono una possibilità poco probabile, non è ancora escluso che la scelta di farla finita sia stata presa da entrambi, di comune accordo, utilizzando le medicine per “addolcire” la morte. Una circostanza che solo l’autopsia potrà chiarire. Il decesso di Valter Magrin, 58 anni, e della moglie Paola Bosa, 56 anni, marito e moglie, residenti a Pianezze, tragedia che ha sconvolto l’intera comunità, ha per ora una sola certezza: una profonda depressione che da tempo aveva colpito l’uomo e per la quale era in cura. La coppia abitava in una elegante villetta al civico 20 di via Moscardina. Con loro vivevano anche il figlio Luca Magrin, 31 anni, assieme alla compagna Monica Cecchetto. È stato proprio Luca, giovedì sera, poco dopo le 22, a scoprire i corpi dei genitori: una folata di vento ha aperto la porta della casetta degli attrezzi e lui ha scorto le due sagome. È stato dato immediatamente l’allarme e sono intervenuti un’ambulanza del San Bassiano oltre ai carabinieri della stazione di Marostica, del radiomobile di Bassano e del nucleo investigativo di Vicenza, ma ormai non c’era più nulla da fare. Il decesso, almeno stando ai primi accertamenti, risalirebbe alla notte precedente, tra mercoledì e giovedì, per soffocamento. Gli investigatori del capitano Fabio Adriano Castellari e del luogotenente Alessandro Bortolon, coordinati dal sostituto procuratore Maria Elena Pinna, anche ieri hanno ascoltato figlio e parenti della coppia per cercare di ricostruire nel dettaglio i fatti. Valter Magrin, in pensione dopo aver lavorato alla Fibox Ondulati srl di Pianezze, avrebbe messo in atto il piano suicida tra la tarda serata di mercoledì e le prime ore di giovedì, senza farsi vedere. Giovedì mattina, come ogni giorno, il figlio Luca e la sua compagna, stando a quanto raccontato ai carabinieri, sono andati al lavoro senza trovare Valter e Paola (operaia ceramista) svegli o a letto. Anzi, la loro camera era in ordine e il letto rifatto. I giovani hanno pensato che fossero usciti per una passeggiata e non si sono preoccupati, neanche per i cellulari lasciati a casa. Non trovandoli nemmeno al ritorno, e nemmeno dopo un’uscita serale, verso le 22 Luca si è rivolto agli zii per avere notizie. Nessuno però li aveva visti. La macabra scoperta è avvenuta a causa del vento che ha aperto la porta della casetta. Disperato, Luca ha chiamato aiuto ma era ormai troppo tardi. La scena fa pensare a un piano ordito nei dettagli e meditato. Nella casetta tutti gli attrezzi erano stati accatastati da una parte per creare lo spazio necessario. Anche in casa, oltre alla camera da letto, era tutto in ordine. Valter e Paola erano vestiti con abbigliamento normale. Vicino ai corpi, le loro ciabatte. Entrambi sarebbero stati sotto l’effetto di farmaci. A tarda notte, dopo i rilievi della scientifica e del medico legale, che hanno escluso l’intervento di terzi e segni di violenza, e il sopralluogo del pubblico ministero, le salme sono state portate all’obitorio del San Bassiano e i locali sequestrati. La procura ieri ha disposto l’autopsia. Negli ultimi tempi la situazione in famiglia non era tranquilla: la depressione dell’uomo, nonostante i farmaci, pareva essersi aggravata, tanto da aver bisogno di cure mediche, e pure la moglie aveva accusato uno scompenso. Due le ipotesi possibili: Valter potrebbe di sua iniziativa aver “sedato” la moglie in casa, averla legata e portata nel capanno, uccidendola e impiccandosi a sua volta; oppure entrambi potrebbero aver deciso di farla finita insieme. La vicenda resta per certi versi inspiegabile: in paese la coppia è descritta come serena e unita, e Valter era impegnato nella ristrutturazione di una casa dove si sarebbe dovuto trasferire con la moglie per lasciare la villetta al figlio Luca. Solo le indagini permetteranno di chiarire cosa è accaduto in via Moscardina. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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