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Indagata la mamma del piccolo Kelli

La perlustrazione delle rogge e delle loro ramificazioni da parte dei pompieriIl piccolo Kelli Kouyate
La perlustrazione delle rogge e delle loro ramificazioni da parte dei pompieriIl piccolo Kelli Kouyate
Lorenzo Parolin 07.07.2018

Sulla drammatica vicenda del piccolo Kelli Kouyate, il bimbo di tre anni figlio di richiedenti asilo ivoriani annegato giovedì nei canali tra Bassano e Rosà, la parola ora passa alla magistratura. Il sostituto procuratore Hans Roderich Blattner ha aperto infatti un fascicolo a carico della madre, la 21enne Ami Keita, per abbandono di minore. Nelle prossime ore la giovane donna, ieri ancora in stato di choc e affidata alle cure di psicologi, sarà sentita dagli inquirenti. Nel frattempo, il pubblico ministero ha chiesto l’autopsia, per la quale con ogni probabilità bisognerà attendere lunedì. In attesa che i medici facciano luce sulla morte del piccolo Kelli, ieri la polizia di Bassano, coordinata dal vicequestore David De Leo, ha continuato a sentire i testimoni. Nella sequenza di deposizioni, è emerso che l’abitazione di via Prosdocimi a S. Lazzaro nella quale la famiglia Kouyate (oltre alla madre e al bimbo, il padre 31enne El Hadji Namory) era ospitata, sarebbe stata nella mattina di giovedì sede del ritrovo di un certo numero di migranti. Nella confusione, la madre si sarebbe allontanata per recuperare un altro bimbo di pochi anni e Kelli si sarebbe allontanato. Resta da capire come il bambino, affetto da una forma di autismo, abbia potuto scendere dal passeggino dove, a detta dei primi testimoni, era seduto tranquillo, e raggiungere la roggia Munara che scorre vicino all’appartamento e collegata al canale “La Vica”, dal quale è stato ripescato, 5 oltre km di distanza. Raccolto ormai senza vita dopo essere stato avvistato da un operatore del Consorzio di bonifica. Il medico legale, una volta arrivato con i soccorritori, non ha potuto fare altro che constatare il decesso del piccolo per annegamento. Ieri, in via Prosdocimi dominavano il silenzio e la disperazione. Lungo la strada che appena 24 ore prima aveva visto lavorare senza sosta polizia e carabinieri, vigili del fuoco, polizia locale, protezione civile, personale del Consorzio di bonifica, sanitari e anche il sindaco Riccardo Poletto, arrivato per stare vicino alla famiglia, buona parte delle serrande era abbassata. Lo stesso primo cittadino ha chiesto un po’ di tempo per riflettere. «Non abbiamo ancora deciso se proclamare il lutto cittadino - ha dichiarato -. Ci confronteremo con l’associazione Casa a Colori, che seguiva la famiglia». E silenzio è stato chiesto anche dal presidente di Casa a Colori, Enrico Parolin. «I genitori di Kelli stanno vivendo una tragedia - ha spiegato -, e vogliamo rispettarli e proteggerli il più possibile. Il rischio di complicare una vicenda già terribilmente dolorosa è sempre in agguato, per cui chiediamo discrezione. Ringraziamo, a nome dei familiari, tutte le persone che si sono spese per cercare il piccolo: forze dell’ordine, sanitari, volontari e i vicini». • © RIPRODUZIONE RISERVATA