Dopo 60 anni il “Camin” spegne la fiamma

I fratelli Pezzin, della famiglia che per 60 anni ha gestito l’hotel ristorante Al Camin FOTOSERVIZIO  CECCONFlavio Briatore e Naomi Campbell, tra gli ospiti più vip del ristorante
I fratelli Pezzin, della famiglia che per 60 anni ha gestito l’hotel ristorante Al Camin FOTOSERVIZIO CECCONFlavio Briatore e Naomi Campbell, tra gli ospiti più vip del ristorante
Enrico Saretta 29.12.2018

Per far dormire tranquillo Giulio Andreotti era stato sgomberato un intero piano, mentre per Naomi Campbell a fatica la gente era stata trattenuta fuori dall’albergo. Ha attraversato la storia dell’Italia del Dopoguerra, l’hotel Al Camin di Cassola, per sessant’anni punto di riferimento nel Bassanese per turisti e professionisti in viaggio ma anche per i buongustai che ne hanno sempre apprezzato l’elegante ristorante. Fra pochi giorni quell’albergo, che ha ospitato fior di personaggi del mondo della politica, dello spettacolo, dello sport, chiuderà i battenti. L’ultimo dell’anno sarà anche l’ultima giornata di apertura. Dal primo gennaio, in via Valsugana le serrande saranno abbassate e la storia della famiglia di albergatori Pezzin finirà negli annali del Bassanese. DINASTIA. Dopo sei decenni, i fratelli Loris, Giandomenico, Kenny (così chiamato perché nato il giorno in cui John Fitzgerald Kennedy diventò presidente degli Usa) e Katia hanno detto basta. Troppe le difficoltà economiche di un settore in perenne trasformazione, troppe le noie burocratiche e i costi di gestione. E con gli anni è emerso anche qualche acciacco. «Il contesto territoriale e le condizioni economiche non più favorevoli hanno portato l’azienda alla decisione di cessare l’attività: non ci sono più i presupposti economici-finanziari per proseguire. Una decisione sofferta - afferma Loris Pezzin - per questo chiuderemo senza eventi o celebrazioni. Ringraziamo il Comune di Cassola, la città di Bassano, l’Unione del commercio, i gruppi albergatori e ristoratori e i nostri preziosi collaboratori». PERSONALITÀ. C’è un velo di malinconia nelle parole di Pezzin, quando ripercorre la storia del suo albergo. Scorrono le immagini del passato, degli ospiti che hanno attraversato l’elegante salone, le belle stanze, il suggestivo bar con il pianoforte. Rivede Andreotti a fine anni Ottanta, con i 30-40 uomini delle forze dell’ordine che gli facevano da cordone protettivo. Erano i giorni successivi all’attentato a Merano contro l’allora ministro degli Esteri e le misure di protezione erano salite al massimo. «Anche i clienti furano perquisiti - ricorda Pezzin - e alcuni, vista la mole di polizia, preferirono andarsene». Ma l’ex Presidente del Consiglio non rinunciava alle sue abitudini: alle 6.30, si alzò infatti per andare a messa a Bassano. Stesse misure di sicurezza anche all’epoca della visita di Pietro Grasso, quando era procuratore nazionale antimafia. «Con Grasso abbiamo capito davvero cosa significhi essere una personalità sotto protezione - spiega Pezzin -. Arrivò con tre macchine di scorta e prima di che scendesse passarono circa 10 minuti. In quel lasso di tempo, la scorta doveva mettere “visivamente in sicurezza” tutta l’area esterna dell’albergo. L’interno era già stato controllato in precedenza. Appena scese, gli uomini estrassero le pistole e le mitragliette. Non lo abbandonavano nemmeno un secondo. Lo accompagnavano anche in bagno». Andreotti e Grasso non furono gli unici politici a varcare la soglia del Camin. «Venne a trovarci anche Sonia Gandhi, che è cugina di una nostra zia - prosegue Pezzin - una persona assolutamente perbene». VIP. Indimenticabile anche il ricordo della sera in cui il ristorante dell’hotel ospitò nientemeno che la top model Naomi Campbell insieme a Flavio Briatore. «Una donna di una bellezza sconvolgente - afferma Pezzin -. Tutti dicono che abbia un brutto carattere, ma in realtà quella sera fu molto disponibile, tanto da lasciarsi fotografare e firmare autografi alle centinaia di persone assiepate fuori dall’albergo». E poi Alena Seredova e Vittorio Sgarbi, i motociclisti Max Biaggi e Loris Capirossi. Oggi gli unici flash che colpiscono l’hotel Al Camin sono quelli che affiorano nella memoria dei fratelli Pezzin. Pronti all’addio e in attesa di capire se arriveranno delle offerte per il subentro in quello stabile. «L’area è commercialmente appetibile - chiude il titolare -. Vedremo se si farà avanti qualcuno». Per adesso, sul Camin si spengono le luci. •