Alleanza a tre per un nuovo ecocentro

Una veduta dell’area tra San Vito e Romano d’Ezzelino CECCON
Una veduta dell’area tra San Vito e Romano d’Ezzelino CECCON
E.S.10.12.2018

Il caso profughi e la mancanza di un ecocentro per l’area di Bassano Nord hanno acceso l’assemblea di quartiere San Vito. La critica alla gestione dei richiedenti asilo ospitati nella palazzina di via Monte Sabotino, del resto, è sempre stata uno dei cavalli di battaglia di Ezio Calmonte, presidente del rione più popoloso della città. Calmonte ha accusato apertamente il sindaco Poletto (non presente all’assemblea per altri impegni) di non aver praticato il modello di accoglienza diffusa in vigore in altre zone della città. In sostanza, a Calmonte non va proprio già che a San Vito la cooperativa Con Te di Quinto Vicentino ospiti circa 20 profughi in due appartamenti quando altre associazioni della città distribuiscano i richiedenti asilo in gruppetti inferiori su diversi appartamenti. «Sono passati tre anni e non c’è stato alcun intervento da parte del sindaco per mettere in atto la distribuzione diffusa che aveva promesso per rendere più vivibile la situazione dei residenti di via Monte Sabotino - ha attaccato Calmonte -. Non è stato fatto niente, né da parte dell’Amministrazione né della cooperativa Con Te». Altro tema caldo, il progetto di un ecocentro per San Vito e per tutta l’area nord di Bassano. «Anche questa è un’idea lanciata da tempo ma che nonostante tre solleciti non ha avuto seguito - ha detto Calmonte -. Un ecocentro a San Vito è indispensabile, visto che l’unico presente a Bassano è in quartiere Prè, dall’altra parte della città». Sul punto ha risposto l’assessore ai lavori pubblici Roberto Campagnolo, che ha rivelato che sono in corso contatti con le Amministrazioni di Romano e Cassola al fine di individuare un’area ai confini dei tre comuni che possa servire come ecocentro per i residenti dell’intera zona. Un’altra idea è arrivata dal consigliere di minoranza di Impegno per Bassano Stefano Monegato: «Si potrebbe introdurre un ecocentro mobile, come già fatto in passato - ha suggerito - Ogni quindici giorni i residenti potrebbero quindi recarsi nell’isola ecologica per conferire i loro rifiuti Visti tutti gli utili di Etra, non mi sembra una proposta irrealizzabile». •