Alessia alle Olimpiadi di “pole sport”

Alessia Orlandini in azione alla sbarra del “pole sport”
Alessia Orlandini in azione alla sbarra del “pole sport”
Lorenzo Parolin 12.01.2019

È un anno “mondiale” quello appena concluso per la giovanissima Alessia Orlandini. Diciassettenne, residente a Cassola, studentessa dell’Einaudi, ha chiuso il 2018 con il quinto posto ai mondiali di Pole Sport a Fort Lauderdale in Florida. E la quinta piazza iridata le permetterà di partecipare in Spagna alla prossima edizione degli World Sport Games, le “olimpiadi” delle discipline non olimpiche: la qualificazione è stata colta di diritto. «Il Pole Sport – spiega la giovane fuoriclasse – è un mix tra danza e ginnastica e prevede che gli atleti compiano evoluzioni attorno a una sbarra. Il meccanismo di valutazione è simile alla ginnastica artistica e prevede, da parte dei giudici, una valutazione tecnica e una artistica». Per Alessia, arrivata alla disciplina dopo cinque anni di ginnastica e tre di danza, il Pole Sport è stato uno sbocco naturale. Quando ero bambina – prosegue l’atleta – mi sarebbe piaciuto diventare acrobata, sul modello del Cirque du Soleil e a casa ci eravamo anche informati sulla possibilità di accedere all’accademia circense di Verona. Poi, in tv, ho visto un’esibizione di Pole Sport ed è scoppiata la scintilla». Di volata a cercare qualche scuola che lo proponesse e via con i primi allenamenti. E in un lampo, Alessia ha bruciato le tappe: seconda nel 2016 al campionato italiano, categoria amatori; prima, nella stessa categoria, nel 2017. Con il 2018 il salto nella categoria “competitive” e l’accesso ai mondiali. Per lei il ruolino oggi dice allenamenti quotidiani, un paio d’ore ogni giorno, ripartiti tra Bassano e Vicenza con le scuole “Sweet Devils”, “Ritmo Metropolitano” ed “Ensemble School”. La convocazione con la nazionale azzurra, però, è valsa il sacrificio. «Un sogno – riprende Alessia -. Siamo volati negli Stati Uniti per le gare e il quinto posto ai mondiali è valso come una medaglia». Alla prima apparizione, un filo sotto il podio, spinta dalle note di “Dream” degli Imagine Dragons, il brano scelto per accompagnare l’esibizione di fronte alla giuria internazionale. «Mi attendono altre sfide e altri traguardi – commenta -, ma il 2018 per me resterà indimenticabile. E prima di ripartire con i prossimi obiettivi, voglio ringraziare la mia insegnante, Ingrid Maddalena, e tutta la mia famiglia, nonni compresi. Quel quinto posto ai mondiali è anche merito loro». • © RIPRODUZIONE RISERVATA