Bimba non vaccinata respinta alla materna «Applicata la legge»

Francesca Cavedagna 02.10.2018

Bimba non ha le vaccinazioni in regola: così, come previsto dalla legge, la scuola d’infanzia parrocchiale non la fa entrare in classe. I genitori, insieme a un piccolo di gruppo di sostenitori no-vax che fanno pure parte del “Comitato nazionale di liberazione Veneto”, organizzano un sit-in davanti all’asilo. La protesta, totalmente pacifica, ha comunque richiesto l’intervento precauzionale delle forze dell’ordine. E’ iniziato tutto verso le 8 di ieri mattina, quando il gruppo di genitori si è presentato nel piazzale del municipio di Rosà, a pochi passi dalla scuola di infanzia “Gesù Fanciullo”, dove è iscritta la bimba di tre anni che avrebbe dovuto iniziare la frequenza all’asilo. La manifestazione era stata annunciata attraverso un comunicato, spedito, oltre che al Comune, alla polizia locale Ne.Vi, anche al Commissariato di Bassano e alla Compagnia dei carabinieri, che hanno deciso di intervenire con discrezione a tutela preventiva dell’ordine pubblico. «La bambina non viene fatta entrare in classe: vogliamo che ci venga rilasciato un foglio scritto dove siano messi nero su bianco il diniego e i suoi motivi», hanno chiesto i genitori. I militari, ovviamente, non hanno rilasciato alcun documento. E nemmeno la scuola materna era tenuta a certificare alcunchè, perché ha fatto semplicemente rispettare la legge. L’asilo parrocchiale, infatti, scegliendo di non accogliere la piccola fino a quando non le verranno effettuate tutte le vaccinazioni previste, ha agito in modo perfettamente regolare e rispettoso delle normative. E’ importante ricordare che ad oggi è in vigore la legge 119 del 31 luglio 2017, che prevede l’obbligo di dieci vaccini per l’iscrizione, pena il non ingresso in classe per i bambini fino ai 6 anni, e multe da 100 a 500 euro per i genitori dei ragazzi da 6 ai 16 anni, iscritti quindi alle elementari, medie e superiori. A ciò si aggiunge l’indicazione contenuta nella circolare Grillo-Bussetti del 5 luglio, che consente (ma non obbliga) agli istituti scolastici di accontentarsi dell’autocertificazione delle avvenute vaccinazioni, in deroga alla legge vigente. Il caso avvenuto a Rosà è il primo nel Bassanese ad aver richiesto l’intervento precauzionale delle forze dell’ordine. Il motivo era appunto l’annunciata manifestazione connessa agli attivisti del “Comitato di Liberazione Nazionale Veneto” che avevano avvertito della loro presenza, a sostegno delle rivendicazioni dei genitori no-vax. «Fortunatamente si è concluso tutto senza problemi particolari - spiega il sindaco Paolo Bordignon -. L’asilo sta solo rispettando la legge e maestre e parroco, sono stati più che disponibili con la famiglia della piccola, così come lo sono stati i nostri uffici comunali. Non è certo possibile il rilascio di un foglio che attesti il rifiuto della scuola materna ad accogliere in classe la bimba: la scuola non rifiuta l’iscrizione, semplicemente applica la legge per l’ammissione. Se alla piccola verranno fatti tutti i vaccini richiesti potrà entrare, esattamente come tutti gli altri». «La presenza delle forze dell’ordine, disponibili come sempre, ha certamente ridotto al minimo i possibili attriti - conclude Bordignon -. Ogni parte ha espresso in maniera educata le sue ragioni. Ci teniamo ad alimentare il dialogo pur nel rispetto assoluto della legge. Speriamo che la questione sia chiusa del tutto». •