Angarano beffato Il mercatino salta per il Ponte chiuso

Il Ponte degli Alpini ancora chiuso al passaggio dei pedoni
Il Ponte degli Alpini ancora chiuso al passaggio dei pedoni
Enrico Saretta 08.11.2018

Salta all’ultimo momento il mercatino dell’artigianato ad Angarano, previsto per sabato prossimo dall’amministrazione comunale come primo “risarcimento” al quartiere dopo la chiusura del ponte. Il motivo? Degno del miglior Kafka: non si farà più proprio perché gli espositori, saputo che il Ponte era chiuso, hanno rinunciato all’allestimento. Ennesima beffa per il borgo in Destra Brenta che sta attraversando una grave situazione di isolamento. La marcia indietro è giunta quando l’iter era già in fase di conclusione da parte degli uffici comunali. In totale, dovevano arrivare a Bassano una trentina di bancarelle di “Unico. Il mercato del fatto a mano”, che si svolge solitamente a Vicenza. Una proposta di qualità, della quale fanno parte anche alcuni artigiani bassanesi. Sarebbero stati proprio questi ultimi a spingere per annullare l’evento, proprio perché a loro parere, con il ponte chiuso, rischiava di essere un flop dal punto di vista delle presenze. E da Vicenza l’organizzatrice Francesca De Munari svela un altro retroscena: il mercatino era inizialmente previsto al Castello degli Ezzelini ma è stato spostato per la concomitanza con le riprese del film “Villetta con ospiti”. «I primi contatti con il Comune sono stati intrapresi mesi fa – riferisce -. Inizialmente doveva svolgersi al Castello. Poi ci è stato chiesto di spostarlo per problemi legati alle riprese. La scelta è caduta su Angarano». Il maltempo, però, ha fatto naufragare la situazione. «La nostra campagna promozionale era incentrata tutta sulla vicinanza del quartiere al Ponte – prosegue De Munari – La sua prolungata chiusura, però, ha complicato la situazione, tanto che alcuni dei nostri espositori bassanesi ci hanno sconsigliato di procedere con l’organizzazione dell’evento. Non c'erano più le necessarie condizioni di serenità. Contiamo comunque di organizzare qualche altro evento a breve». L'accaduto ha mandato su tutte le furie l'Amministrazione. «Gli accordi erano già stati fissati - dichiara l'assessore alle attività produttive Cristina Busnelli - e la macchina organizzativa si era già messa in moto». La vicenda è destinata a far salire la tensione tra gli operatori del quartiere, già altissima a causa della chiusura del Ponte. Ieri mattina una delegazione di commercianti ha incontrato il sindaco Poletto per chiedergli quali margini ci siano per la riapertura in tempi celeri. Ad oggi, però, non è stato possibile eseguire i controlli delle stilate, per cui per riaprire il Ponte bisognerà attendere ancora. Il Brenta, inoltre, ha un’altezza superiore al metro e 55 centimetri. «Il sindaco è stato preciso e disponibile - afferma Roberto Zen, gestore della Taverna Al Ponte, tra gli esercizi più in sofferenza - ma ci ha spiegato che tutto è in mano al direttore dei lavori di somma urgenza, l’ingegner Gianmaria De Stavola». I commercianti hanno avanzato nuovamente la proposta di innalzare il livello della soglia di sicurezza. «I tempi rischiano di prolungarsi a dismisura e non vorremmo mai avere il Ponte ancora chiuso a Natale - prosegue Zen -. Stiamo già perdendo l’80 per cento del lavoro. Abbiamo chiesto se sia ipotizzabile l’apertura almeno per qualche ora al giorno». •