Un branco
di lupi assalta
le malghe

Un lupo fotografato vicino ad una malga di Marcesina
Un lupo fotografato vicino ad una malga di Marcesina
12.08.2018

ALTOPIANO. Paura, rabbia, esasperazione, e un’assoluta, devastate impotenza. È quanto provano i malgari dell’Altopiano, ormai piegati dalle quotidiane battaglie per difendere il loro bestiame dai lupi. Branchi, composti anche da sei esemplari, che si avvicinano sempre più alle abitazioni, predano dentro i recinti elettrificati, non si spaventano più di nulla. Anzi, adesso sono gli allevatori a scappare. 

«Siamo arrivati a dormire tre ore a notte - spiega Andrea Dalla Palma, nipote del noto visagista Diego, titolare di malga Tana, a Enego -. Facciamo continue ronde attorno ai nostri pascoli per tentare di spaventare i lupi, gettiamo petardi, suoniamo i clacson delle auto, non li vediamo ma sappiamo che sono lì. L’altra mattina mi sono trovato a venti metri dal branco: erano in sei, stavano sbranando una mia manza. Mi hanno guardato indifferenti. Ho smesso di consigliare ai turisti di andare a passeggiare. E con questo ho detto tutto».

 

Molto da aggiungere ce l’hanno altri malgari di Enego. Sono Serena Caregnato, Marino Pagiusco, e Domenico Basso, si sono ritrovati tutti a casa di Lidia Tognon, presidente Coldiretti anche per Foza, nessuno voleva mancare perché: «È ora di finirla: la questione delle predazioni continua ad essere sottovalutata, nelle stanze romane del potere nessuno ascolta i nostri appelli. Alle prossime predazioni porteremo le carcasse degli animali in piazza, così forse qualcuno capirà cosa stiamo passando».