Rissa fra tre profughi Uno è ferito con il coltello

Il condominio che dal 2015 ospita i richiedenti asilo
Il condominio che dal 2015 ospita i richiedenti asilo
Gerardo Rigoni 31.08.2018

Una rissa per futili motivi, finita a spintoni e forse qualche cazzotto, potrebbe costare caro a tre richiedenti asilo ospitati ad Enego, che ora rischiano l’espulsione dal programma di accoglienza e il rimpatrio. È successo nel condominio di via Valdifabbro di Qua, che dal 2015 ospita dei richiedenti asilo. Oggi ci sono 18 ragazzi africani, seguiti dalla cooperativa Le Orme di Padova. Dalla ricostruzione dell’accaduto, pare che un nigeriano e un senegalese si siano presi a male parole per l’uso della cucina. Un altro nigeriano è intervenuto per placare gli animi, finendo a sua volta coinvolto. Ad un certo punto il senegalese, nel gesticolare con un coltello, ha leggermente ferito al braccio uno dei due nigeriani, taglio che guarirà in un paio di giorni. Tanto è bastato perché si passasse agli spintoni e forse a un pugno. Quando sono intervenuti i carabinieri di Enego, avvertiti da altri rifugiati, gli animi si erano già placati. Raccolte le testimonianze dei presenti e dei tre coinvolti, i carabinieri hanno avvertito la Prefettura e la cooperativa, che è intervenuta per spiegare le possibili conseguenze. «Purtroppo sono cose che succedono quando si mettono insieme tante persone, e non dovrebbe capitare – il commento di Elisa Savogin, de Le Orme – In realtà non è mai successo nulla di grave, nemmeno quando erano tanti di più». «È la conseguenza di una gestione dei richiedenti asilo poco avveduta – interviene il sindaco Ivo Boscardin – Portare quassù questi ragazzi non ha senso, perché le prospettive di lavoro e di incontro coi connazionali sono quasi nulle». Il nigeriano Maxwell, da tre anni a Enego, afferma che è la prima volta: «Non ci sono mai stati problemi ma ogni tanto arriva qualcuno da altri centri più “vivaci”, e appena capisce che non vogliamo grane, si adegua». • © RIPRODUZIONE RISERVATA