Malore fatale nel sonno È morto “Lucio del pub”

Lucio Pesavento con l’inseparabile chitarra
Lucio Pesavento con l’inseparabile chitarra
Gerardo Rigoni 20.01.2019

Se n’è andato nel sonno, per un arresto cardiaco, il 61enne asiaghese Lucio Pesavento, per tutti «el Lucio del pub». E’ stato trovato morto nel suo letto ieri sera. Era un personaggio molto conosciuto sull’Altopiano per aver aperto la prima birreria con musica dal vivo, il “Live Pub”, a due passi dal centro di Asiago, nel lontano 1983. Un locale frequentato da tutti i giovani del paese che lì si sentivano parte di un’unica grande famiglia. Indimenticabili poi le serate nelle quali Lucio si metteva alla chitarra e, con l’accompagnamento degli amici di sempre Manuel Bertold alla chitarra e Walter “roccia” Bonomo alla batteria, cantava le canzoni dei più noti cantautori italiani. Dopo la chiusura del “Live Pub” nel 1993 Lucio avviò un nuovo locale “L’Anno Zero” in località Maddarello di Asiago e infine il “Dal Lucio del Pub” a Canove, dove la musica non mancava mai e l’allegria era assicurata. Pesavento ieri non si era fatto vedere da amici, colleghi e sorelle. L’ultima telefonata con questi ultimi risaliva a venerdì mattina. Si pensava che avesse preso l’influenza, come molti altri in questo periodo sull’Altopiano. Ieri sera i parenti gli hanno nuovamente telefonato senza avere risposta e allora hanno deciso di recarsi a casa sua, in contrada Pennar ad Asiago. Nessuno ha aperto la porta e a quel punto è stato chiesto l’intervento dei soccorsi. Sul posto sono arrivati l’ambulanza dell’ospedale e i vigili del fuoco di Asiago. Questi ultimi in breve tempo hanno aperto la porta. L’uomo è stato trovato a letto privo di vita. Sono intervenuti allora i carabinieri della stazione di Asiago. I militari hanno chiesto l’intervento del medico legale e delle pompe funebri. Dopo un attento esame della salma, il medico ha determinato che Pesavento era deceduto nel sonno per arresto cardiaco permettendo così il trasporto della salma all’obitorio dell’ospedale di Asiago. Il nulla osta della Procura per i funerali dovrebbe essere concesso già questa mattina, considerato il rapporto del medico legale e l’esito del sopralluogo dei carabinieri, permettendo così alla famiglia di organizzare l’ultimo saluto nei primi giorni della settimana. Il funerale si prevede molto partecipato proprio per le tante persone che volevano bene a Lucio e ai suoi modi un po’ rudi ma di profonda umanità. Musicista prima ancora che gestore di locale, Pesavento è stato il “padre putativo” di molti giovani musicisti altopianesi, spronandoli a studiare, dando loro una mano a “sentire” la musica e dando loro la possibilità di esibirsi nel suo locale: per molti, la prima esibizione in assoluto davanti a un pubblico. Il suo “Live Pub” rimarrà nei ricordi di una generazione. Il locale è stato il primo ad Asiago dedicato ai giovani. Lì, oltre a ritrovarsi ad ascoltare musica, si sono formate e saldate amicizie che durano ancora oggi. Un luogo storico nonostante i soli dieci anni in cui è rimasto aperto, tanto che molti ancora si identificano come “del pub”, ovvero frequentatori abituali del locale con i loro nomignoli e modi di dire. Proprio per la sua caratteristica di essere l’unico ritrovo dove si potesse suonare dal vivo, e grazie alle tante amicizie musicali di Lucio formatesi negli anni in cui ha vissuto a Bologna, non era raro che alcuni musicisti noti, magari dopo un concerto in piazza durante la stagione turistica, si fermassero per bere una birra e poi mettersi a suonare gratuitamente per i presenti. Pesavento lascia le tre sorelle, Chiara, Lidia e Sira e numerosi nipoti ma soprattutto tanti amici vecchi e nuovi e un grande vuoto nel cuore di quelli “del pub”. •