«Lupo, pressing su Roma perché si passi ai fatti»

L’incontro sul predatore svoltosi a Gallio
L’incontro sul predatore svoltosi a Gallio
Stefania Longhini 08.09.2018

«Finora solo chiacchiere, bisogna passare ai fatti». È il messaggio che scaturisce dall’incontro svoltosi a Gallio per discutere sul problema lupo organizzato dai Comprensori Alpini dell’Altopiano, moderato da Luigi Bacialli. Oltre seicento persone hanno gremito l’Auditorium. Oltre ai presidenti dei Comprensori Alpini erano presenti sette degli otto sindaci dell’Altopiano (assente Foza) e i consiglieri regionali Sergio Berlato e Nicola Finco. Un incontro come specificato nel titolo atto a mettere in luce soprattutto le drammatiche ricadute della presenza del predatore per l’economia, l’ambiente e la sicurezza dell’Altopiano. «Il precedente governo – sottolinea il presidente dell’Unione Montana e sindaco di Gallio Emanuele Munari - finora ha fatto orecchie da mercante rispetto al problema. Ora dobbiamo spingere sul nuovo governo, con una decisa azione politica, per una profonda sensibilizzazione che faccia scaturire i fatti. L’intento è far sì che, a livello centrale, si possa riconsiderare l’importanza di tutti i territori montani in generale e, in tema di lupo, vengano modificati quanto prima i criteri della sua gestione. Che si opti per il contenimento, per la sterilizzazione, per l’abbattimento o per qualsiasi altra soluzione, il problema va preso in mano e risolto insieme a tutti gli attori del territorio, l’importante è che finalmente si faccia qualcosa di concreto». Come fatto durante l’incontro, Munari mette in evidenza i numeri: le predazioni sono triplicate, passando dalle circa 40 dello scorso anno a oltre 120, fin qui, nel 2018. «La preoccupazione è davvero alta – dice Munari – e, come Unione montana, ente che si è fatto carico di questo problema a livello territoriale, ripropongo la stessa domanda fatta giovedì sera ai nostri governanti: vogliamo che la montagna continui ad essere presidiata e curata dai suoi abitanti o puntiamo all’imbarbarimento lasciando via libera alla natura? Veramente si vuole che le malghe vengano abbandonate e che i turisti non vengano più? Chi decide delle nostre sorti deve prendersi tutte le responsabilità». Che la presenza del lupo debba essere gestita e contenuta come quella degli altri selvatici lo sottolinea anche Luigi Finco presidente del comprensorio alpino dell’Altopiano e della provincia di Vicenza. «La strada per arricchire la biodiversità della fauna altopianese, fatta nel tempo soprattutto grazie ai cacciatori – dice - è stata bruscamente interrotta e messa a rischio dall’arrivo del lupo che ha decimato le popolazioni di ungulati selvatici dell’Altopiano. E la preoccupazione per quello che potrebbe succedere da qui in avanti è davvero tanta». Che sia necessario un piano nazionale della gestione del lupo, pena l’abbandono del territorio, è stato ribadito anche da Sergio Berlato. «Lo Stato - ha sottolineato a sua volta Nicola Finco - è stato assente e anche la Regione ha il dovere di applicare una serie di strumenti idonei». •