«L’ospedale sarà pronto per l’estate»

Il cantiere del nuovo ospedale. I lavori sono ripartiti da un mese circa e ora proseguono speditamente   Il dg Bortolo Simoni
Il cantiere del nuovo ospedale. I lavori sono ripartiti da un mese circa e ora proseguono speditamente Il dg Bortolo Simoni
Franco Pepe 13.01.2019

«Consegneremo il nuovo ospedale agli asiaghesi e a tutta la gente dell’Altopiano entro la fine di giugno». Il commissario-dg dell’Ulss Pedemontana Bortolo Simoni sorride, mostra soddisfazione, quasi una vena di entusiasmo. Il buio è dietro le spalle. Il cantiere è aperto da poco più di un mese. Le impalcature non sono più desolatamente vuote. «Ci sono ben 70 persone impegnate nei lavori - spiega -. Sono le maestranze dell’Ati subentrata dopo la chiusura del contenzioso e delle ditte subappaltatrici del secondo e terzo raggruppamento. Non ci ferma più nessuno». Il commissario è appena tornato da un sopralluogo ad Asiago. La resurrezione dell’ospedale dell’Altopiano dopo i lunghi mesi di incertezza è una delle sue scommesse. Il nuovo, imponente plesso che sta nascendo, accanto al guscio del vecchio, con la forma di un albergo di concept austriaco-tirolese, design moderno combinato all’inconfondibile life-style alpino, è un po' una sua creatura. E Simoni è quasi impaziente di vederlo ormai in funzione, operativo, pronto all’uso. «Il tetto è finalmente finito - sottolinea il direttore generale dell’Ulss 7 - e questo garantisce che non ci saranno più interruzioni. Non si rischia più di dover passare un altro inverno in attesa dell’ospedale. Ora si stanno completando gli impianti elettrici, di condizionamento termico e anti-incendio». «Sono state installate le macchine Uta, le Unità termoventilanti per la climatizzazione estiva ed invernale - spiega ancora Simoni - . Fatta pure la posa delle condutture dell’acqua calda. Anzi, è già possibile il collegamento con il sistema di teleriscaldamento». Si va avanti anche con le cosiddette opere complementari, le sale operatorie e le sale parto, quelle comprese nel secondo stralcio di lavori per circa 6 milioni 800 mila euro (di cui 3 milioni già assegnati), cioè il finanziamento che Simoni ha sbloccato con la delibera di fine 2018, mentre il primo stralcio di 22 milioni riguardante per lo più, come detto, il complesso degli impianti tecnici ubicati nel sottotetto, è ormai concluso all’80 per cento. Mancano solo alcune strutture esterne come l’eliporto. Il progetto dell’edificio prevede al piano interrato pronto soccorso radiologico, sale operatorie, sale parto, un piccolo laboratorio analisi, il servizio obitoriale, magazzini e spogliatoi. Il primo piano ospiterà medicina generale, chirurgia ortopedica, ostetricia e ginecologia, ospedale di comunità e dialisi. Il secondo, con stanze a 1-2 letti e bagno, avrà riabilitazione e lungodegenza. Il terzo riabilitazione cardiologica. Il vecchio fabbricato scomparirà. Verrà demolito portandosi dietro la memoria di tempi epici e mai facili di questo ospedale di frontiera ma anche di figure che hanno fatto la storia della sanità pubblica dell’Altopiano. Simoni adesso vuole bruciare le tappe. Tempo in passato se ne è perso già abbastanza ed accelera tutte le procedure burocratiche. Per questo ha già aggiudicato la gara per la fornitura degli arredi e delle attrezzature per una spesa di 1 milione 600 mila euro. L’appalto è andato a 6 ditte diverse che provvederanno alla consegna e alla sistemazione di 120 letti automatizzati per i pazienti, ai materiali dei bagni, al mobilio delle stanze, ai banconi e ai carrelli di reparto, e a tutta una serie di piccole apparecchiature sanitarie fatta eccezione per una macchina radiologica telecomandata che arriverà con una successiva assegnazione. Ma il commissario, che viene da Feltre ed è anche empaticamente legato ad un ospedale di montagna, sta già pensando anche all’organizzazione del trasloco dal vecchio al nuovo che dovrà avvenire in tempo reale per non pregiudicare neppure per un istante assistenza, interventi e degenze. L’ora x scatterà in un giorno ancora imprecisato di giugno, fra 5 mesi. «I pazienti - spiega Simoni - verranno trasferiti con la massima rapidità. Qualche minuto prima erano nel vecchio reparto. Qualche minuto dopo saranno nelle nuove stanze». • © RIPRODUZIONE RISERVATA