L’investitore sotto choc
«Pensavo a un animale
Adesso sono disperato»

Roberto BrottoI rilievi sulla provinciale 69 Val Ceccona tra Lusiana e AsiagoLa scarpata nella quale sono stati trovati il corpo e la bicicletta della vittima
Roberto BrottoI rilievi sulla provinciale 69 Val Ceccona tra Lusiana e AsiagoLa scarpata nella quale sono stati trovati il corpo e la bicicletta della vittima (BATCH)
Francesca Cavedagna 26.05.2017

«Ho pensato di avere investito un animale. Soltanto quando ho letto sui giornali che un ciclista era stato ritrovato morto ho cominciato a preoccuparmi seriamente e sono corso in caserma. Adesso sono un uomo distrutto, voglio chiedere scusa alla sua famiglia. Io non avevo mai fatto male a nessuno. Sono sotto choc».

Sono le parole di Luigi Pozza, 65 anni, malgaro di Lusiana. È lui l’accusato di avere investito e ucciso lunedì mattina Roberto Brotto, cinquantenne funzionario dell’Ulss di Cittadella, che scendeva in bici dall’Altopiano. Mercoledì mattina i carabinieri hanno intercettato Pozza mentre si stava recando in caserma a confessare.

Ha subito detto loro: «Sono l’uomo che cercate». È accusato di omicidio stradale aggravato dalla circostanza della fuga. Rischia in teoria fino a dieci anni di carcere, ma è incensurato: la pena, se riconosciuto colpevole, sarà inferiore.

Gli investigatori, dopo ore di indagini serrate, erano riusciti a individuarlo. I pezzi di specchietto rimasti a terra nell’impatto appartenevano a un furgone come quello di proprietà del malgaro, un Fiat Doblò secondo le prime informazioni. Secondo una prima ricostruzione, effettuata dagli uomini del capitano Adriano Fabio Castellari, coadiuvati dal luogotenente Bellanova e dal maresciallo della stazione di Lusiana, l’impatto era avvenuto frontalmente verso le 11.30 di lunedì mattina, quando Brotto in sella alla sua bici stava scendendo il tratto di provinciale che collega Asiago a Conco.

Il corpo del ciclista, insieme alla bici, è stato sbalzato a metri di distanza, oltre il guard rail, in mezzo alla boscaglia. Il mezzo dell’investitore, come chiaramente verificato dagli inquirenti, ha subito danni ingenti. Oltre allo specchietto retrovisore staccato, fulcro decisivo delle indagini, aveva il parabrezza e la carrozzeria del lato guidatore completamente sfondati. Eppure il conducente non si è fermato. Gli investigatori sono sorpresi da questa circostanza: com’è possibile che Pozza abbia deciso di proseguire, nonostante la parte anteriore del furgone fosse devastata? Non sono elementi a favore dell’indagato.

«Ho pensato a un animale, sono stato abbagliato dal sole, non avevo capito», sono state in rapida successione le giustificazioni che Pozza, visibilmente affranto, ha riferito ai carabinieri, quando ieri, dopo averlo identificato stavano partendo dalla stazione di Lusiana, e se lo sono trovati di fronte.

Pozza non era mai entrato in una caserma. Ha faticato a capire le responsabilità che lo attendevano per non aver prestato soccorso al ciclista. Era sotto shock. Dopo oltre sei ore di interrogatorio il sostituto procuratore Hans Roderick Blattner ha ritenuto di avere acquisito gli elementi necessari per accusare il malgaro, che resta in stato di libertà, del reato di omicidio stradale e fuga.

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