I lupi all’attacco della renna Rudolf

Angela Finco mostra i due varchi nel recinto alto quasi due metri che i lupi hanno creato a furia di morsiLa renna Rudolf, mascotte del Natale galliese
Angela Finco mostra i due varchi nel recinto alto quasi due metri che i lupi hanno creato a furia di morsiLa renna Rudolf, mascotte del Natale galliese
Gerardo Rigoni 23.01.2019

Lunedì notte a Gallio la renna simbolo del Natale in paese è stata attaccata da due lupi. L’animale si è salvato ma solo grazie alla sua custode Angela Finco, che ha vissuto dei momenti da incubo. L’attacco è avvenuto in un recinto in contrada Costa e né l’abbaiare dei cani né le urla di Finco sono serviti per farli desistere. Solo il lancio di alcuni petardi nella direzione dei lupi da parte della donna ha fatto finalmente allontanare i predatori. Costa di Gallio dista poco più di 100 metri in linea d’aria dal centro storico del paese. Lì si trova l’abitazione di Angela Finco, che tiene parecchi cani di razza pastore australiano, il suo cavallo, un asinello e da alcuni anche Rudolf, la renna di proprietà del Comune di Gallio che durante i mercatini natalizi allieta grandi e piccoli nel recinto allestito vicino alla casetta di Babbo Natale. Per il resto dell’anno invece è proprio Angela Finco che se ne prende cura su incarico del Comune: ha costruito un recinto apposito per la renna che, dopo alcuni avvistamenti di lupi già l’anno scorso nei pressi della contrada, è stato alzato fino a raggiungere quasi due metri di altezza. L’altezza della rete e la presenza dei cani rassicuravano Finco sul fatto che i lupi non sarebbero mai riusciti ad attaccare Rudolf. Fino a lunedì notte. I lupi, impossibilitati a scavalcare la barriera, hanno iniziato a mordere la rete metallica rivestita di plastica e a tirarla fino a romperla, creandosi così uno squarcio in cui infilarsi per dare l’assalto alla renna. L’animale ha però saltato la staccionata che divide il suo cortile da quello degli equini e si è messa a correre, terrorizzato. «È stato allucinante – racconta Angela Finco, mentre continua ad accarezzare la renna –: sono stata svegliata dall’abbaiare furioso dei cani e dai calci violenti del cavallo nel suo box. Mi sono affacciata alla finestra e nella penombra vedevo la renna correre all’impazzata. Appena al di là della staccionata ho scorto due lupi e il cuore mi è saltato in gola». «Ho iniziato ad urlare per cercare di spaventare i lupi – prosegue il suo racconto l’allevatrice – e nel frattempo mio compagno si è alzato e ha recuperato dei petardi avanzati dall’ultimo dell’anno. Siamo corsi giù in cortile facendo più frastuono possibile. Quando eravamo abbastanza vicini ai recinti abbiamo lanciato i petardi nella direzione dei lupi e con quello sono scappati in direzione dei trampolini del Pakstall». Il resto della notte è stata dedicata a cercare di tranquillizzare gli animali e a sistemare al meglio i danni fatti. «Tutti gli animali sono ancora agitatissimi – continua -, uno stato testimoniato dal continuo abbaiare dei cani. La renna è scioccata e continua a cercarmi per protezione. Adesso ho paura e non solo paura per gli animali ma anche per noi stessi. Mi sono resa conto solo alla mattina la follia di scendere per lanciare i petardi. Tutte le sere sono impegnata con gli animali, a pulire i recinti e a dargli da mangiare. Finisco che è già buio e ora mi chiedo in continuazione cosa potrebbe succedere se dovessero ritornare. Quando compio queste mansioni quotidiane spesso mi accompagnano i miei figli piccoli ma ora non lo permetterò più: ho troppa paura che i lupi ritornino per finire quello che si erano prefissati di fare». • © RIPRODUZIONE RISERVATA