Agnolin e il giallo
del tripode sparito
ormai da 30 anni

L’accensione del tripode sul Ponte degli Alpini il 24 aprile 1987. CECCON
L’accensione del tripode sul Ponte degli Alpini il 24 aprile 1987. CECCON
14.03.2018

BASSANO. Il mistero del tripode scomparso. Non è un seguito del film “La guerra dei mondi” ma un piccolo giallo che inquieta il celebre ex arbitro bassanese Luigi Agnolin, che pure con i gialli (nel senso di cartellini) ha dimestichezza. E ora è alle prese con la sparizione, dai magazzini del Comune, di un suo cimelio dal buon valore artistico e dall'enorme importanza affettiva.

 

Tutto inizia nel 1987 quando, nel pieno della carriera, Agnolin organizza una storica staffetta della pace in giro per l’Italia con 4000 tedofori per conto dell’Aia, l’Associazione italiana arbitri presieduta allora da Giulio Campanati. Una marcia della fratellanza, anzi, secondo le sue parole all'epoca, «una festa del giocare insieme» in 17 tappe, con concerti, spettacoli, folclore locale e partecipazione di giovani. La fiaccola, al centro del Ponte degli Alpini (altri tempi), accende un braciere artistico ideato da Rinaldo Olivieri e realizzato dall'artista veronese Roberto da Ronco, detto Berto De Cogolo, maestro del ferro battuto. Un’opera alta due metri e mezzo, del peso di diversi quintali. La fiaccola concluderà il suo percorso il 15 maggio.

Poi il tripode viene preso in custodia dal Comune di Bassano: Agnolin concede all'amministrazione il permesso di usarlo in altre future manifestazioni sportive. In effetti il braciere, custodito nei magazzini di via Cereria, fa la sua comparsa in successive occasioni. Poi cade un po' nel dimenticatoio. Finché poche settimane fa all'ex arbitro, che fa la spola tra Bassano e la sua abitazione in Portogallo, viene in mente di cercarlo: sparito.