Viaggio virtuale fra i segreti del museo

Gli studenti che hanno realizzato la app nel corso dell’ultimo anno scolastico. NICOLI
Gli studenti che hanno realizzato la app nel corso dell’ultimo anno scolastico. NICOLI
Luisa Nicoli 07.06.2018

Una app in realtà aumentata su undici reperti, sei archeologici e cinque naturalistici, del museo Zannato di Montecchio. L’hanno realizzata 38 studenti del liceo Da Vinci di Arzignano, dalla prima alla quarta, lavorando per tutto l’anno in orario extrascolastico nell’ambito del progetto finanziato con i 30 mila euro ricevuti dal prof. Antonio Silvagni, docente non vedente di italiano e latino, premiato tra i migliori cinque insegnanti al concorso “Italian Teacher Prize”. Il contributo è stato utilizzato per la formazione degli insegnanti, per l’acquisto della strumentazione, tra cui uno scanner 3D e una stampante 3D. Il lavoro ha coinvolto, oltre agli studenti selezionati, il prof. Bruno Bruna dell’associazione Connessioni Didattiche, i docenti Franco Rensi e Patrizia Porcu per la parte scientifica, i professori Maria Teresa Bertolazzi, Carla Breda ed Elena Tura. «È una sorta di visita virtuale al museo – spiega Silvagni – l’app contiene riproduzioni in 3 D dei reperti, schede scientifiche, link a risorse esterne, ricostruzioni virtuali e 60 video interviste ai maggiori esperti italiani realizzate dagli studenti, siamo andati a Trento, a Padova, a Brescia. Nelle teche del museo da settembre saranno posizionati dei codici di lettura che attraverso la app consentiranno di entrare in una esposizione virtuale. L’idea è partita dalla volontà di valorizzare il territorio. Non è stato semplice, anche per ottenere le autorizzazione dalla Sovrintendenza». Undici i reperti selezionati, tra cui una statuetta in bronzo di Minerva, una tegola bollata di epoca romana, un raro oggetto longobardo, un’ascia neolitica, crostacei e un minerale. I contenuti della app sono differenziati in due percorsi, per adulti e per bambini: per i più piccoli c’è Ippo ad accompagnare Marco e Laura, due studenti virtuali. «Nomi scelti non a caso - raccontano gli studenti - sono Marco Polo e Laura Dekker, la più giovane velista ad aver circumnavigato il mondo». «Gli studenti hanno seguito anche un corso di modellazione in 3D con Sofia Tadiotto – continua Silvagni – siamo partiti dallo studio e dalle ricerche bibliografiche, da lì poi la fase di scansione con lo scanner in 3D, di elaborazione, ricostruzione, preparazione delle schede». «Non è facile ricostruire un oggetto in 3D – aggiunge il prof. Bruna - grazie alla app si vede il reperto a 360°, scoprendone i particolari che dalle teche non si potrebbero notare». Gli studenti hanno creato anche una colonna sonora originale, musicata con fiati e archi, registrata in uno studio di Arzignano, e dato voce ai personaggi guida della visita virtuale. «I ragazzi hanno imparato ad usare programmi sofisticati – conclude Silvagni - hanno creato una storia a illustrazioni nel percorso per i più piccoli, hanno acquisito competenze di carattere tecnico ma anche di metodologia di lavoro. Hanno imparato a costruire un testo a scopo didattico. E la strumentazione acquisita resterà al Da Vinci, per i progetti futuri». • © RIPRODUZIONE RISERVATA