«Viabilità inadatta, serve un’intesa»

Viabilità, oltre che burocrazia, tra le priorità nell’agenda dell’Associazione Industriali. FOTO ARCHIVIOGiuseppe Fortuna, presidente di Confindustria Ovest Vicentino. CISCATO
Viabilità, oltre che burocrazia, tra le priorità nell’agenda dell’Associazione Industriali. FOTO ARCHIVIOGiuseppe Fortuna, presidente di Confindustria Ovest Vicentino. CISCATO
Luisa Nicoli 26.06.2018

In questi giorni sta incontrando tutti i sindaci dell’Ovest Vicentino con i delegati del territorio. «Perché il nostro è volontariato associativo. Dobbiamo essere più presenti. Ai consiglieri ho ricordato la responsabilità che si sono presi candidandosi». Giuseppe Fortuna, 59 anni, amministratore delegato di Valfer spa di Cornedo, è il nuovo presidente del raggruppamento Ovest Vicentino di Confindustria Vicenza (nei prossimi giorni la nomina dei vicepresidenti): 22 comuni, 370 aziende associate, un numero di addetti che supera i 22mila. Per lui, già presidente degli industriali di Valdagno, una nuova sfida: «Una realtà importantissima della nostra provincia - dice - basti pensare ad Arzignano, capitale mondiale della concia. E poi Montecchio e dintorni, con le eccellenza della meccanica. L’Ovest è territorio di grande valore e vista la vocazione internazionale delle imprese si trova sicuramente nella parte anteriore del treno». Numeri positivi nel primo trimestre 2018 rispetto allo stesso periodo del 2017: andamento della produzione +2.77%; vendite interne +3.58%; esportazioni extra Ue +7.4%, occupazione +2.11%. L’unico dato in calo l’export nei paesi europei: -4.18%. «I nostri imprenditori non hanno paura di “andare” - continua Fortuna - di allargarsi ai mercati extraeuropei. Anche le piccole aziende, che hanno relazioni dirette, cercate con costanza, porta a porta. Ma sarei cauto a parlare di ripresa. I dati sono positivi, ma viviamo una situazione politica di incertezza, in un Paese praticamente sempre in campagna elettorale». Due le priorità: viabilità e burocrazia. Con la Pedemontana decisamente attesa. «Speriamo arrivi il prima possibile. Ne sono sempre stato un acceso sostenitore. Così avremo una dorsale significativa che ci collega ad un’altra provincia meravigliosa come Treviso. Ma bisogna procedere rapidamente anche con il nuovo casello di Montecchio. Sulle infrastrutture viarie siamo in abbondante ritardo. I sindaci stanno cercando di fare con le poche risorse a disposizione, ma si potrebbero condividere, anche in termini di costi, alcuni obiettivi. Ci sono imprenditori di valore che potrebbero essere ampiamente disponibili a migliorare ciò che è nel loro interesse. L’abbiamo già fatto con il quarto lotto del passante di Cornedo: progettazione di Confindustria e opera realizzata con i sei comuni di Valle. Siamo pronti. La burocrazia? Purtroppo cresce ancora. Si pensi al progetto alternanza scuola-lavoro. Per un imprenditore è più facile avviare un rapporto con un’università straniera che non avvicinare qui i ragazzi al mondo del lavoro. Nell’Ovest Vicentino oggi è difficile anche trovare personale competente e specializzato. A parole ci sono, nei fatti no. A volte ho l’impressione che si cerchi più uno stipendio che un lavoro. E c’è lontananza tra mondo aziendale e scolastico. Per questo progetti come l’alternanza scuola lavoro diventano importanti». Una richiesta al ministro degli affari regionali, la vicentina Erika Stefani, c’è? «Non ho motivo di chiedere. L’autonomia del Veneto? Sono convinto che la meritocrazia sia uno strumento efficace e una meritocrazia geografica ci sta: i veneti se la sono guadagnata col sudore della fronte». • © RIPRODUZIONE RISERVATA