Arzignano Vandali nelle parrocchie Arrivano le videocamereArzignano | Arzignano

Vandali nelle parrocchie Arrivano le videocamere

Il duomo di Arzignano dove non sono mancati gesti incivili
Il duomo di Arzignano dove non sono mancati gesti incivili
Luisa Nicoli 01.07.2018

Telecamere nelle parrocchie di Arzignano. In oratori, canoniche, spazi destinati ai gruppi giovanili e alle associazioni. Sempre più spesso oggetto di atti vandalici e danni. Il progetto di videosorveglianza, per il quale l’Amministrazione comunale ha destinato 25mila euro, bando approvato in giunta in questi giorni, mira a dotare gli spazi parrocchiali di un sistema di controllo diventato ormai necessario. «Perché si è perso il rispetto anche per i luoghi sacri», dice don Mariano Lovato, arciprete del Duomo. Il progetto “Parrocchie Sicure” ha iniziato a prendere forma dopo l’ennesimo episodio a fine febbraio a S. Bortolo, già presa di mira un paio di anni fa, quando ignoti hanno sfondato le vetrate della struttura e della cucina, provocando soprattutto danni. «Non era la prima volta - ricorda il presidente del consiglio comunale Enrico Marcigaglia, “storico” residente della frazione -. Si stava pensando alla videosorveglianza ma la parrocchia aveva il problema del costo. Così abbiamo ritenuto fosse necessario stanziare un contributo generale per questo. È vergognoso che sul volontariato ricadano i danni dei vandali». «Ci siamo confrontati subito dopo San Bortolo - precisa il sindaco Giorgio Gentilin - anche con il comandante della polizia locale Massimo Parolin. Questo bando è un completamento della richiesta di sicurezza che arriva dalle strutture sensibili della città. Verrà fissato un incontro a breve con le due unità pastorali cittadine. Valuteremo poi se la somma sarà sufficiente, se sarà possibile una compartecipazione dei privati o se integrare la cifra». La proposta dell’Amministrazione è stata accolta positivamente. Anche il duomo e gli spazi del centro giovanile sono stati colpiti più volte dai vandali, lo scorso anno rubata anche la cassetta delle offerte in chiesa e qualche mese fa danneggiata un’inferriata al Mattarello. «Senza contare chi fa i bisogni sotto il portico del Mattarello - continua mons. Lovato - il bando del Comune è un segnale di attenzione. Purtroppo sono venuti meno il rispetto, l’educazione civica dei nostri giovani. Al Mattarello lasciamo aperto, perché i ragazzi possano giocare, ma ci vorrebbe sempre la presenza di una sorta di guardiano. Avevamo già pensato alla videosorveglianza in canonica e spazi adiacenti. Anche l’ultimo atto al monumento ai Caduti è un segnale, bravate che denotano mancanza di educazione». «Ci stavamo pensando alle telecamere - aggiunge don Ferdinando Turro, di S. Zeno – vediamo come e quanto il bando potrà aiutarci. Purtroppo i vandalismi capitano, è venuto meno il rispetto delle cose degli altri». • © RIPRODUZIONE RISERVATA