«Stop alla riabilitazione, trasloco per 1.400»

La fisioterapia è fondamentale dopo un intervento o un truma.  ARCHIVIO
La fisioterapia è fondamentale dopo un intervento o un truma. ARCHIVIO
Luisa Nicoli 03.10.2018

Il reparto di riabilitazione e fisioterapia per esterni dell’ospedale di Montecchio è stato trasferito a Lonigo. E per gli utenti, disabili, anziani, malati oncologici e cittadini che si stavano sottoponendo a terapie post intervento, oltre Lonigo c’è la possibilità di recarsi anche agli ambulatori di Valdagno. «Si parla di circa 1.400 pazienti l’anno», precisa la presidente del “Comitato dignità e salute” di Arzignano Domenica Sonia Tamiozzo, che visto il trasferimento degli utenti «in strutture che sono ad almeno 20 chilometri di distanza da Montecchio», precisa, ha preso carta e penna e ha scritto alla direzione generale dell’Ulss 8 Berica, alla Regione, ai sindaci di Arzignano e Montecchio, al Movimento diritti del malato e alla Fondazione Peretti. «Al momento dall’Ulss 8 non abbiamo avuto risposte - continua Tamiozzo - e nessuno ci ha contattato per darci spiegazioni. Al reparto di fisioterapia dal 23 agosto hanno comunicato agli utenti che dal 10 settembre avrebbero chiuso Montecchio. E che dopo una settimana ci si sarebbe potuti rivolgere a Lonigo o a Valdagno. Io, che mi stavo sottoponendo a terapie post intervento, sono autonoma e posso anche spostarmi. Ma penso agli anziani, ai disabili, alle persone in stampelle che devono essere accompagnate, a chi deve sottoporsi cinque giorni a settimana alle terapie. Molti ci hanno avvisato che avrebbero disdetto. Altri che sarebbero andati in strutture private, ovviamente potendo permettersi di sostenerne i costi. Avevamo una buona fisioterapia a Montecchio da 20 anni, il servizio funzionava. Perché chiuderlo?». Nella lettera il Comitato chiedeva alle istituzioni di rivedere tale decisione, di lasciare il reparto a Montecchio e di trovare tra Arzignano e Montecchio altri spazi per quei servizi che dovranno essere trasferiti dall’ospedale nell’ottica della riorganizzazione «per i reparti di ortopedia e senologia» continua la presidente. «Si parla di assistenza domiciliare, di avvicinare i servizi agli utenti e poi si fanno queste scelte costringendo le persone con difficoltà di movimento a spostarsi. Non me lo spiego. Soprattutto per un reparto, la riabilitazione, ultimato nel 2017», conclude. Dalla direzione dell’Ulss precisano di aver già incontrato sindaci e associazioni del territorio dando ampie garanzie di continuità del servizio, sia nelle rinnovate strutture di Lonigo, sia «in una struttura privata di nuovo accreditamento ad Arzignano, che dovrebbe essere operativa a breve». «Tale nuova predisposizione - conclude L’Ulss - rientra in una riorganizzazione complessiva nell’ottica della specializzazione delle strutture e non dovrebbe avere ripercussioni sui servizi». • © RIPRODUZIONE RISERVATA