Reddito di inclusione Respinte 2 richieste su 3

Il corridoio di accesso all’ufficio servizi sociali attivo in municipio
Il corridoio di accesso all’ufficio servizi sociali attivo in municipio
Luisa Nicoli 25.09.2018

Sono 459 le domande presentate nell’Ovest Vicentino per accedere al Rei, Reddito di inclusione sociale, da gennaio 2018. Ma di queste ne sono state accolte soltanto 150. In pratica due su tre non sono state ammesse. I dati sono del Comune di Arzignano, capofila del progetto che ha avuto un finanziamento di 415 mila euro, assegnato a inizio anno, per attivare i punti di accesso facilitati e potenziare il personale. E quindi come previsto sono operativi, oltre allo sportello in municipio nella città del Grifo, anche quelli di Valdagno e Gambellara. «A fermare tante domande è il valore Isr, ovvero l’Indice della situazione reddituale, che deve essere inferiore a 3.000 euro – spiega il vicesindaco e assessore al sociale Alessia Bevilacqua –. Il sistema va migliorato perché ci sono richieste respinte ma in qualche situazione lo stato di bisogno della famiglia credo ci fosse davvero. È comunque uno strumento interessante perché va oltre l’assistenzialismo e invita la persona a farsi parte attiva del progetto». Su 150 domande accolte, sono stati già attivati 96 progetti personalizzati perché il Rei, oltre al sostegno economico, prevede anche un percorso di reinserimento sociale e lavorativo. Sono 28 su 150 i beneficiari di Arzignano e le richieste sono arrivate in maggior numero dai comuni con più abitanti, quindi anche Valdagno, Montecchio, Lonigo e Chiampo. Beneficiari che ad Arzignano, così come nell’Ovest Vicentino, sono per metà italiani e metà stranieri. «Le assunzioni di personale non sono ancora state completate – continua l’assessore Bevilacqua –. Mancano due assistenti sociali ma siamo partiti comunque a gennaio visto l’interesse sul territorio, predisponendo un protocollo sul modo di operare e coordinando l’attività con incontri tra gli assistenti sociali». Il Rei, che concede un contributo mensile da 187 a 539 euro a seconda dei componenti familiari, richiede anche l’attivazione di un percorso personalizzato che viene definito sulla base del colloquio del richiedente con l’assistente sociale. «I beneficiari sono famiglie con minori a carico, molte delle quali monogenitoriali – continua l’assessore Bevilacqua – che vengono inserite in progettualità con i servizi specialistici dell’Ulss. Non si tratta di situazioni di disagio grave, ma in alcuni casi si chiede ai genitori di frequentare servizi per riacquistare la loro capacità genitoriale. Ci sono poi persone che hanno perso il lavoro e sono senza impiego da uno o due anni: vengono indirizzate ai centri per l’impiego e a corsi di riqualificazione e reinserimento professionale. Ci sono infine anziani pensionati in difficoltà economiche». • © RIPRODUZIONE RISERVATA