Racket dei volantini, botte e un arresto

Il luogo del violento tamponamento che è avvenuto tra il furgone e la Peugeot in via Tiro a Segno
Il luogo del violento tamponamento che è avvenuto tra il furgone e la Peugeot in via Tiro a Segno
Giancarlo Brunori 09.01.2019

Inseguiti per chilometri, tamponati e poi pestati, fino a sfondare una parte del cranio a una delle vittime, poi ricoverata in neurochirurgia con prognosi riservata. Un’aggressione pianificata che pare sia stata messa in atto per esercitare il proprio predominio: l’ipotesi investigativa sarebbe nel mercato della distribuzione di volantini. Il violento episodio ha portato all’arresto di un cittadino indiano e alla denuncia di altri tre connazionali, tutti appartenenti alla stesso nucleo familiare, uno dei quali ancora irreperibile. Nella rete dei carabinieri della stazione di Arzignano, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare, è finito ieri mattina Baljit Singh, 44 anni, residente a Montebello, già noto alle forze dell’ordine. A lui i militari dell’Arma sono arrivati dopo aver chiuso le indagini di una rapina con lesioni personali gravissime e violenza privata avvenuta il 21 ottobre ad Arzignano. Stando ai riscontri investigativi l’arrestato e gli altri connazionali, nella tarda serata del 21 ottobre, si sarebbero messi all’inseguimento, con un furgone e un’auto, di una Peugeot condotta dal connazionale Darvinder Singh, 27 anni, e su cui viaggiavano anche altri quattro cittadini indiani. Dopo un inseguimento iniziato a Montebello e terminato ad Arzignano, è avvenuto lo speronamento, da parte del furgone condotto da Baljit Singh, della Peugeot nei pressi dell’ex poligono di tiro in via Tiro a Segno. Gli occupanti della vettura inseguita, rimasti contusi nell’impatto e ancora storditi per la violenza dell’urto, secondo la ricostruzione dei carabinieri sarebbero stati estratti dal veicolo e picchiati dagli inseguitori con bastonate, calci e pugni nonché minacciati con un coltello da macellaio e rapinati di 160 euro. Sono state le stesse vittime, una volta abbandonate dagli aggressori, a dare l’allarme chiedendo l’intervento delle ambulanze del Suem, dei militari dell’Arma e dei vigili del fuoco. Il più grave è risultato essere il 24enne S.S., al quale è stato riscontrato lo sfondamento della teca cranica con ricovero d’urgenza in ospedale viste le sue condizioni. Ad altri tre occupanti della Peugeot, invece, sono state riscontrate lesioni giudicate guaribili tra i cinque e i dieci giorni. Illeso il quinto. Le indagini avviate nell’immediatezza dell’accaduto, coordinate dal pubblico ministero Gianni Pipeschi, hanno portato all’identificazione di quattro dei sei aggressori, tutti di origine indiana della famiglia Singh, di età compresa tra i 20 e 50 anni, residenti tra Gambellara e Montebello. Per i due ritenuti gli ideatori dell’agguato nonché i responsabili del pestaggio sono state richieste ed emesse, dal gip Matteo Mantovani, ordinanze di custodia cautelare. Una è stata eseguita ieri mattina e una è ancora pendente; gli altri due sono stati deferiti in stato di libertà. Per tutti gli indagati è stato richiesto e notificato il foglio di via obbligatorio dal territorio comunale di Arzignano. Le indagini avviate in seguito all’incidente avvenuto il 21 ottobre rientrano un quadro investigativo che aveva già impegnato i militari dell’Arma in accertamenti compiuti anche a seguito di una rissa che aveva visto contendenti due gruppi di cittadini indiani. Il fatto era avvenuto in occasione della notte bianca arzignanese dello scorso anno in cui si erano verificate coltellate tra cittadini stranieri con ferimento di due persone. • © RIPRODUZIONE RISERVATA