Quarta laurea
in Scienze motorie
a 77 anni

L'avvocato Agostino Somma
L'avvocato Agostino Somma
Ivano Tolettini 21.09.2018

ARZIGNANO. Se fosse dipeso da lui il rugby sarebbe stato la sua vita. Invece quando al padre, agli inizi degli anni Sessanta, disse che avrebbe voluto iscriversi all'Isef a Napoli per coltivare la passione dello sport, il giovane Agostino Somma si sentì rispondere in modo brusco che «prima doveva pensare a vivere, poi a fare della filosofia». Così optò per giurisprudenza e una volta laureato si arruolò nella guardia di finanza, dove raggiunse il grado di capitano. A 32 anni, nel 1973, un'altra svolta: le dimissioni dalle Fiamme Gialle e l'apertura dello studio di avvocato ad Avellino. Quindi la seconda laurea in Economia e Commercio e l'iscrizione anche all'albo dei dottori commercialisti. Ma il rugby, e lo sport più in generale visto che da ragazzo si era cimentato anche nei 3 mila siepi, restava il suo rovello. Ma il lavoro incombeva, così come la terza laurea in Scienza della sicurezza economica-finanziaria. A fargli gettare il dado per oltrepassare il Rubicone dello sport è stato un evento luttuoso, la perdita della compagna di una vita il 7 gennaio 2017. A 76 anni il pluridottore Agostino Somma ha finalmente deciso di impegnarsi in una scommessa a suo modo straordinaria: diventare il più vecchio laureato italiano in Scienze motorie (l'ex Isef) anche per scrivere quel libro, sotto forma di tesi, sul rugby che fosse un tributo d'amore a uno sport che egli giudica il più affascinante ed educativo.

«Questo sport dà una risposta alla crisi di valori che regna sovrana nella nostra società», racconta convinto.Così Somma, presidente del rugby Avellino, conosciuto come avvocato anche nel Vicentino dove segue centinaia di clienti e soci ex BpVi, in particolare nella zona di Arzignano, ha dato 23 esami e si è preso la sua quarta laurea. «Sono metodico, certo superare gli esami di medicina e biologia è stato un conto, quelli sportivi viste l'età e la mia mole è stato un altro, ma sono un alunno disciplinato», ci scherza sopra dall'alto di una cultura giuridica e finanziaria non comune.

«Che cosa mi prefiggo con il libro? Di far conoscere e diffondere questo sport tra le famiglie, soprattutto della mia terra - racconta - e più in generale di far capire i contorni culturali e sociali di una disciplina che allena alla vita, in cui non ci sono nemici ma avversari; se commetti un fallo alzi la mano e lo ammetti, c'è il terzo tempo in cui si fraternizza, dopo che ogni giocatore-guerriero è uscito dal campo dando il meglio di sé».

Il libro è farcito di tanti aforismi e citazioni sul rugby, dove non può mancare Oscar Wilde, e in copertina c'è la bella foto di un ragazzo che a braccia incrociate passa all'indietro la palla ovale in equilibrio instabile su un solo piede. «È mio nipote che gioca nel Benevento - afferma - e la mia speranza è che tante mamme spingano i loro figli a giocare a rugby, perché il rispetto delle regole è massimo. A Vicenza c'è una squadra in crescita che si sta facendo onore, ma il movimento veneto è da sempre all'avanguardia in Italia».

Non manca nel libro una sezione di come il rugby è entrato nel mondo dell'arte e della cultura. Con Albert Gleizes, amico di Picasso, che dipinse "Les Jouers de football" e lo espose a Parigi nel 1913. «Bisogna sfatare il mito che il rugby sia uno sport violento, tutt'altro - conclude Somma -. Certo, nel rugby come nella vita nessuno regala nulla, ci si guarda in faccia e si è sempre pronti a ripartire». Anche a 77 anni, laureandosi in Scienze motorie: con cervello e muscoli.