Oratori sicuri, in arrivo 23 telecamere

L’area del duomo sarà a breve presidiata da sette telecamere. ARCHIVIO
L’area del duomo sarà a breve presidiata da sette telecamere. ARCHIVIO
Luisa Nicoli 21.08.2018

Arriva la videosorveglianza nelle parrocchie di Arzignano. Saranno 23 complessivamente le telecamere posizionate in oratori, canoniche, chiese e spazi riservati a gruppi giovanili e associazioni parrocchiali grazie al progetto “Parrocchie Sicure” lanciato con un bando dall’Amministrazione comunale. Lo scopo è tenere sotto controllo locali ed edifici religiosi sempre più spesso oggetto di atti vandalici e danni alle strutture. Alla proposta del Comune, che ha destinato all’iniziativa 25 mila euro, hanno partecipato entrambe le unità pastorali chiedendo un contributo per sette telecamere al Duomo di Ognissanti, preventivo di spesa di circa 13 mila euro; sette telecamere a San Bortolo, per un costo di 7.150 euro; sei alla parrocchia di Villaggio Giardino, spesa stimata di circa 7.500 euro e tre telecamere alla chiesa di Costo per un progetto da 3.200 euro. Tutte le domande sono state accolte, bando e assegnazioni di competenza del comandante della polizia locale Massimo Parolin, per un contributo pari al 70 per cento della spesa prevista e comunque di non oltre 5 mila euro. Lavori e installazione spetteranno alle parrocchie, che avranno tempo fino al 30 novembre per realizzare i progetti. Le somme saranno erogate una volta rendicontata la spesa. «In Duomo abbiamo previsto di posizionare le telecamere sulle due facciate esposte verso la strada, quindi davanti in corso Mazzini e di lato in via Cavour nella piazzetta vicina al campanile – spiega don Mariano Lovato, Unità pastorale Arzignano Centro – dove soprattutto dopo i week-end al mattino il sacrestano deve passare per una pulizia esterna, a raccogliere lattine e bottiglie. Verranno inoltre posizionate nel cortile interno del Mattarello che è più nascosto. A Villaggio Giardino, dove non c’è alcuna recinzione ed è tutto aperto, nel lato della Casa della comunità e della vela. Ci confronteremo con la polizia locale per valutare i punti migliori in cui si possono posizionare le telecamere, anche considerando le normative. Per la compartecipazione alla spesa faremo un appello ai parrocchiani. Purtroppo ci siamo resi conto che non c’è più rispetto nemmeno per i luoghi sacri. Il senso civico è venuto meno per il patrimonio pubblico, anche davanti alla bellezza delle chiese». «A San Bortolo abbiamo previsto le telecamere soprattutto nei locali delle opere parrocchiali, dove si sono verificati gli atti vandalici, l’ultimo a febbraio di quest’anno» precisa il parroco, don Ferdinando Turro. All’unità pastorale Val Restena infine, che riunisce le parrocchie di Costo, Pugnello, Restena e Tezze, videosorveglianza nella chiesa di Costo. «Abbiamo avuto altre emergenze in questo periodo – spiega mons. Bruno Stenco – e visto che dobbiamo compartecipare alla spesa per le telecamere ci siamo limitati alla parrocchia di Costo, per chiesa e piazzale antistante, visto che tempo fa c’è stato qualche danno ai limitrofi impianti sportivi. Ci ritroveremo per riparlane come unità pastorale, ma adesso la priorità è l’impianto di riscaldamento della chiesa di Tezze, che deve essere sistemato e messo a norma e richiederà una spesa importante». • © RIPRODUZIONE RISERVATA