Il “fantasma” inquieto affascina i visitatori

La fotografa Mirella Pieropan e gli scatti del “fantasma”. TROGUIeri mattina la visita guidata alle sale della villa Da Porto. TROGU
La fotografa Mirella Pieropan e gli scatti del “fantasma”. TROGUIeri mattina la visita guidata alle sale della villa Da Porto. TROGU
Laura Guarducci 02.09.2018

Tra folclore e mistero, la leggenda del fantasma di Luigi Da Porto, che aleggerebbe in Villa da Porto a Montorso, continua ad affascinare. Il primo “Festival del Paranormale in villa” organizzato dalla pro loco con il patrocinio del Comune, è servito a valorizzare l’edificio e a far conoscere le tradizioni e la storia di un luogo legato alla figura del capitano e letterato Luigi Da Porto, autore della novella che ispirò Shakespeare per “Romeo e Giulietta”. L’ex sindaco Luigi Pegoraro ha guidato i partecipanti tra le stanze, accedendo anche a parti solitamente non visitabili come le cantine e avvicinando le persone alla magia di un posto denso di aneddoti. La suspense è aumentata con i cortometraggi “Scatti Bianchi” del regista Marco Marcheluzzo e “Ghost in Villa” di Bruno Xotta con effetti d’impatto. Grande attenzione dei visitatori, per la mostra “#fuoriditesta” e, soprattutto, per le foto dell’appassionata Mirella Pieropan che, con grande stupore, trovò strane ombre bianche su immagini da lei scattate durante manifestazioni di paese (una spiegazione meno suggestiva le ricondurrebbe ad un gioco di temperature e vapore acqueo). «Sono originaria di Genova, ma abito nelle Marche, di passaggio a Montorso. Non conoscevo questa storia, mi ha coinvolta», spiega Grazia, una visitatrice. Nel pomeriggio, i bambini si sono divertiti con le preparazioni speziate del cuoco Mario Consagro. Si è poi tenuta la presentazione del libro “Abracadabra-venti incontri e storie oltre ordinario” di Aldo Dalla Vecchia, che racchiude interviste a personaggi famosi, per esplorare la concezione di soprannaturale di chi vive le luci della ribalta. In serata è andato in scena “L’Aria Cosmica” con l’attore leoniceno Giulio Vanzan per la regia di Federico Bertolotti. Un extraterrestre rimane “incastrato” sulla terra per la navicella in avaria. L’ amico che lo riporta a vedere una luce dentro di sé, è il sole. Sulla questione di Luigi Da Porto, Vanzan si è espresso così: «La tradizione narra che il fantasma sia rimasto qui perché Shakespeare gli ha rubato l’idea. Il genio italiano ispira il mondo. È arrivato il tempo di valorizzarlo di più». La giornata si è conclusa con la conferenza “Tra scienza e leggenda” dell’associazione culturale “Orizzonti Paranormali” che ha collaborato all’evento, presieduta da Antonio De Bari, trattando la percezione della realtà attraverso i sensi e processi psico-cognitivi, per passare dalla credenza alla scienza. • © RIPRODUZIONE RISERVATA