Unesco più vicina a fossili marini e basalti colonnari

Bochese con alcuni amministratori vicentini ed esperti. GUARDA
Bochese con alcuni amministratori vicentini ed esperti. GUARDA
M.G. 20.01.2019

Sarà il piano di gestione il prossimo fronte per riuscire a ottenere l’inserimento del giacimento di fossili marini preistorici del Monte Postale ad Altissimo e del Monte Purga di Durlo di Crespadoro, assieme ai basalti colonnari di Gambellara, nella lista dei beni da considerare patrimonio dell’umanità tutelata dall’Unesco. Il punto sul progetto di candidatura è stato presentato nel convegno che si è svolto ieri mattina nella sala consiliare di Altissimo promosso dall’associazione temporanea di scopo “Val d’Alpone-Faune, flore e rocce del Cenozoico”, realtà che raggruppa una ventina tra amministrazioni comunali vicentine e veronesi, università, enti di ricerca e associazioni culturali. «Per avere la tutela Unesco, il piano di gestione è fondamentale quanto la dimostrazione dell’unicità e dello straordinario valore dei siti che è già stato acquisito a livello scientifico - afferma il presidente dell’Ats, Giamberto Bochese -. Sarà pronto entro l’anno per essere inviato ai ministeri dell’Ambiente e dei Beni culturali, cui passerà l’iniziativa». E in alta Valchiampo l’inserimento nella lista Unesco ingenera molte aspettative. «Avere un sito riconosciuto a livello mondiale - spiega la sindaco di Altissimo, Liliana Monchelato – darebbe, oltre alla visibilità anche per i Comuni vicentini che si trovano accanto alla già nota Bolca, l’opportunità di ricevere notevoli ricadute in termini di sviluppo turistico, economico e sociale, con un volano in grado di dare slancio e riqualificazione al territorio». Anche Chiampo, che non fa parte dell’associazione, vorrebbe entrare nel progetto. «Siamo pronti a collaborare», ha annunciato il sindaco Matteo Macilotti. • © RIPRODUZIONE RISERVATA