Una notte tra i ghiacci «Costruiti due igloo»

Un momento della costruzione degli igloo con i blocchi di ghiaccio
Un momento della costruzione degli igloo con i blocchi di ghiaccio (BATCH)
Matteo Pieropan 04.03.2018

Metti un compleanno da festeggiare, magari quello dei 50 anni. Metti un gruppo di amici veri, che si conoscono da sempre. Metti un passato da scout, costellato di avventure. Ed ecco l’ennesima impresa: costruire un igloo in montagna e dormirci dentro per una notte. Così hanno fatto sette amici della Valchiampo che hanno deciso di salire in Val Formica sull’altipiano di Asiago per vivere questa esperienza. I protagonisti sono Alessandro Franco (il festeggiato), Mauro Mecenero, Claudio Portinari, Lucio Nardi, Raffaello Galiotto, Stefano Dalla Barba, Alessandro Perinato. Hanno sfidato i -6° realizzando due igloo a quota 1600 metri. «Quest’anno molti di noi compiranno 50 anni e abbiamo deciso di volta in volta di fare qualcosa di speciale», spiega Alessandro Franco, che gestisce un esercizio commerciale a Chiampo. Così è nata l’idea di una notte in igloo, lontano da ogni agio. Non si pensi ad una goliardata nata dall’improvvisazione. Queste vecchie glorie dello scoutismo con decine di campi e avventure alle spalle, prima come giovani militanti, poi come capi per generazioni di ragazzi, hanno fatto le cose sul serio. Per settimane si sono documentati, hanno consultato siti web, hanno progettato, preparandosi tecnicamente all’opera. Giunti in Val Formica hanno iniziato a costruire gli igloo, scavando sulla neve e preparando blocchi alti 15 cm, profondi 30 cm e lunghi 30. Dopo cinque ore di lavoro sono risultate due strutture alte 1,5 metri con diametro di circa 3. Hanno poi affrontato la notte, con una temperatura stabile a pochi gradi sopra lo zero. «È stato bello mettersi alla prova. Tecnicamente non era facile - spiega Raffaello Galiotto, architetto e designer-. La permanenza è stata confortevole, scoprendo la bellezza dei suoni ovattati o della trasparenza della luce. C’è stato il piacere di costruire con le mani, senza materiali ma con la sola acqua: l’architettura dell’effimero nel rispetto ambientale». «Esperienza straordinaria, non pensavo di farcela - commenta Claudio Portinari, elettricista -. Anni fa avevamo tentato con gli scout in una uscita, ma senza risultato. Questo igloo, anche con l’esperienza di Lucio Nardi che è guida Cai, è riuscito bene, e non ho sentito freddo, ero incredulo delle condizioni in cui si poteva stare dentro». Il giorno seguente i sette vecchi amici sono tornati a Chiampo, nelle loro case, con una strana avventura in più da raccontare. • © RIPRODUZIONE RISERVATA