Trovano la ditta svuotata Dipendenti senza lavoro

L’ingresso del  Beauty Palace venduto di recente.   FOTO PIEROPAN
L’ingresso del Beauty Palace venduto di recente. FOTO PIEROPAN
Luisa Nicoli 12.08.2018

Luisa Nicoli Arrivano al lavoro e trovano il negozio completamente svuotato. Furto? Non proprio. Perché la proprietà, la società Refit srls che ha rilevato l’attività qualche mese fa, non lo ha mai denunciato e da quel giorno si è resa introvabile. È accaduto a Chiampo al centro estetico “Beauty Palace” in Strada dei Laghi. E quattro dipendenti si sono ritrovate da un giorno all’altro senza lavoro. Sulla vicenda esiste un esposto presentato ai carabinieri di Chiampo e anche un’informativa alla guardia di finanza di Arzignano. Le dipendenti, quattro più una quinta che intanto si era licenziata, si sono rivolte alle forze dell’ordine ma anche ai sindacati per cercare di recuperare le proprie retribuzioni vista la non reperibilità dei proprietari. E l’impossibilità a continuare a svolgere il proprio lavoro. «Nonostante le difficoltà dell’ultimo periodo le dipendenti del centro estetico sono rimaste, con un’agenda clienti piena di appuntamenti, fino a quando si sono ritrovate con il negozio svuotato – spiega Maristella Zambon della Fisascat Cisl di Vicenza - e quindi senza lavoro. A noi non spetta capire dove sono finiti macchinari e strumentazioni, ma difendere i diritti dei lavoratori. La nuova proprietà, subentrata a primavera, ha accumulato debiti e non ha pagato le mensilità di propria competenza. È una situazione complessa, perché i rappresentanti della società che ha rilevato l’attività ora sono spariti e il negozio è stato svuotato di tutto. Le ragazze hanno pensato che si trattasse di un furto e alla fine si sono rivolte a noi. Sono state messe subito in disoccupazione, non avendo lettere di licenziamento abbiamo proceduto con dimissioni per mancata retribuzione, e abbiamo avviato i tentativi di recupero delle somme dovute. Stiamo verificando con le visure camerali ma i rappresentanti della società non si trovano. Alcune dipendenti avanzano anche sei mensilità, oltre al Tfr e altre competenze». Che ci fosse qualcosa che non andava al centro estetico le dipendenti se n’erano rese conto da luglio. La nuova società, con sede nella provincia padovana, praticamente non si era mai vista. Le mensilità non venivano retribuite e al centro estetico arrivavano insoluti dai fornitori. Il rappresentante della proprietà, contattato via mail o al telefono, se rispondeva assicurava che i pagamenti venivano effettuati. Ma la situazione nell’ultimo periodo si era complicata. La società aveva comunicato di voler chiudere dall’11 agosto al 10 settembre per cambio di nome e ristrutturazione. Qualche giorno dopo al centro estetico le dipendenti non hanno più trovato alcuni arredi e soprattutto i registri della contabilità. E il 1° agosto in negozio non c’era più nulla. Tutto sparito: attrezzature, prodotti e strumentazioni per un valore di circa 50mila euro. La serratura era stata forzata. Tanto che le dipendenti avevano pensato ad un furto, allertando carabinieri e vigili del fuoco. Da quel momento dalla proprietà il silenzio. E nessuna denuncia dell’accaduto. «In questo momento la priorità è sostenere i lavoratori nel recupero crediti– conclude Giovanni Battista Comiati, segretario generale Fisascat Cisl di Vicenza – in una vertenza che temo sarà lunga per riuscire a portare casa le somme dovute». • © RIPRODUZIONE RISERVATA