«Refit non è introvabile Non è più responsabile»

La sede del centro estetico al centro della controversia. ARCHIVIO
La sede del centro estetico al centro della controversia. ARCHIVIO
L.N. 21.08.2018

«È falso che la Refit srls si sia resa introvabile e che abbia omesso di denunciare la sparizione delle apparecchiature al centro estetico. Era già uscita dall’attività e quindi non spettava a Refit la denuncia di furto». A parlare è l’avv. Matteo Maurizio Cabianca dell’omonimo studio di Verona, che rappresenta la Refit srls, nella vicenda relativa al centro estetico “Beauty Palace” in Strada dei Laghi a Chiampo. Una storia complessa su cui indagano carabinieri e guardia di finanza e posta all’attenzione anche dei sindacati: stipendi non pagati, irregolarità nella gestione fino alla sparizione di attrezzature, strumentazioni e prodotti per un valore di circa 50 mila euro e quindi alla sospensione dell’attività. «La Refit è stata amministratore del centro per un breve periodo, di due mesi e mezzo, da metà maggio a fine luglio – spiega l’avv. Cabianca – nel tentativo di risanare una difficile situazione debitoria della Venus, che deteneva la proprietà, maturata durante la precedente amministrazione. In questo periodo ha pagato regolarmente gli stipendi. Resasi conto però in quei due mesi e mezzo della assoluta insanabilità della situazione e del fatto che fossero emerse altre pendenze non prospettate all’atto di acquisizione da parte di Refit, nonché rilevate diverse irregolarità amministrative, in data 30 luglio Refit ha deciso di chiudere ogni rapporto». Irregolarità di diversa natura. «Una tra le tante? Risultava che l’attività pagava alcuni macchinari in leasing – continua il legale – ma al centro estetico queste strumentazioni non erano presenti. Per questo Refit ha valutato di non proseguire. Il ritenuto furto delle apparecchiature ad inizio agosto risulta quindi successivo alla cessazione della gestione di Refit e di competenza di Luca Corsi, ritornato amministratore unico di Venus». Corsi, dal canto suo, ha presentato denuncia a guardia di finanza e carabinieri sostenendo di essersi ritrovato nuovamente amministratore della società a propria insaputa, nominato da un’assemblea in cui non era presente e in cui la sua firma negli atti è stata falsificata. • © RIPRODUZIONE RISERVATA