Buoni spesa e palestra Il welfare vale 6 milioni

Prende piede tra le imprese conciarie il nuovo sistema di welfare
Prende piede tra le imprese conciarie il nuovo sistema di welfare
Alessia Zorzan 06.06.2018

Tempo di bilanci nel mondo della concia, ma stavolta non si parla di fatturato, export o assunzioni. Sulla bilancia il nuovo accordo integrativo provinciale, sottoscritto dalla sezione Concia di Confindustria Vicenza e dai sindacati lo scorso 12 settembre. Un nuovo accordo cui hanno aderito finora 85 aziende su base provinciale, per circa 5 mila lavoratori dipendenti. Il sistema prevede che il premio consolidato sia corrisposto ai dipendenti con strumenti di welfare - come buoni spesa e buoni benzina (le opzioni più diffuse), ma anche cultura, benessere, servizi o viaggi, a seconda delle scelte aziendali - invece in busta paga. A maggio 2017 il primo passo di questo cambiamento, con il recesso unilaterale da parte delle imprese conciarie dei precedenti accordi stilati nel 2002. Un percorso che sta portando i frutti sperati secondo Bernardo Finco, presidente della sezione Concia: «Da quel passaggio è scaturita la firma di un nuovo integrativo che comprende, oggi, un welfare migliorativo per gli operatori di questo settore», spiega. I NUMERI. Le aziende conciarie che hanno aderito al nuovo accordo integrativo sono 85, con il coinvolgimento di circa 5 mila dipendenti. «Il valore corrisposto in servizi di welfare a sette mesi dalla sottoscrizione dell’accordo - spiega Finco - ammonta a circa 3,5 milioni di euro, pertanto la previsione annua è di circa 6 milioni. Grazie a questo accordo, infatti, ogni lavoratore riceve annualmente un premio per un valore pari a 1.200 euro netti mentre prima, con il premio consolidato, ne riceveva poco più di 500. Questo significa che i dipendenti della vallata del Chiampo, e non solo, hanno potuto aumentare la propria capacità di spesa, permettendo così agli imprenditori di migliorare la qualità di vita dei lavoratori». «Un risultato importante per il primo distretto italiano, che conta per oltre metà della produzione nazionale, ed europeo del settore, frutto di una strategia condivisa dai consiglieri della sezione concia di Confindustria Vicenza, recepita anche dalle associazioni sindacali», conclude. IL SETTORE. Per il 2018-2019 i numeri potrebbero anche segnare un incremento, perché altre aziende non associate si sono interessate. «In generale - analizza infine Finco - la concia tiene bene. Il distretto di Arzignano per il settore auto - dove è richiesto un prodotto sempre più tecnologico - ha vinto la battaglia europea. Segue poi l’arredamento. C’è anche una ripresa dei brand, mentre la calzatura segna il passo, ad eccezione di alcuni tipo più outdoor e casual, che restano forti». • © RIPRODUZIONE RISERVATA