Assistenza in casa Mezzo milione per anziani e malati

Il Comune ha stanziato 440 mila euro per l’assistenza domiciliare
Il Comune ha stanziato 440 mila euro per l’assistenza domiciliare
Luisa Nicoli 15.08.2018

Assistenza domiciliare anche come forma di monitoraggio delle persone in situazione di fragilità. Sono stati 181 gli utenti del servizio ad Arzignano nel 2017, 129 quelli attivi a fine anno, che hanno usufruito, alcuni per un periodo temporaneo, del sostegno per la cura e l’igiene personale, la preparazione dei pasti, commissioni in città, accompagnamento in uffici o ambulatori o anche semplicemente per fare la spesa o per un momento di affiancamento dell’operatore al proprio domicilio. Su 181 utenti la maggior parte sono anziani, quasi l’82%, 26 sono persone con disabilità, invalidità o altre situazioni di disagio, e 7 i minori. «Assistenza che ha l’obiettivo primario - precisa il vicesindaco e assessore al sociale Alessia Bevilacqua - di favorire la permanenza della persona nel proprio nucleo familiare e contesto ambientale». L’accordo per il sistema delle cure domiciliari è stato rinnovato fino a fine 2019 tra l’Amministrazione, il centro residenziale anziani Scalabrin, a cui è affidato, e l’Ulss 8 Berica per quando riguarda l’assistenza domiciliare integrata da prestazioni sanitarie. Lo scorso anno l’investimento è stato di 484 mila euro, tra risorse comunali, 117 mila arrivati dalla Regione e circa 60 mila come compartecipazione degli utenti con indicatore Isee superiore ai limiti previsti da regolamento. Quest’anno in bilancio il Comune ha stanziato 440 mila euro, a cui si aggiungono 110 mila stanziati dalla Regione. La media di utenti attivi a fine anno in città è di circa 130. «Per noi le cure domiciliari sono uno strumento importante di supporto a famiglie o anziani in condizioni di fragilità - continua Bevilacqua -. Ci permettono di fornire cure, di monitorare, intercettare i bisogni del territorio, in particolare di anziani soli, senza una rete familiare, o persone adulte comunque in un momento di particolare difficoltà di gestione della vita quotidiana domiciliare. Sono servizi che comunque si integrano con le prestazione assistenziali di tipo infermieristico o medico erogate dall’Ulss». «Un impegno a cui tengo particolarmente - aggiunge il sindaco Giorgio Gentilin - poiché la vicinanza delle istituzioni nell’affrontare le difficoltà legate all’età, ed inevitabilmente alla salute, è fondamentale per molte famiglie che, a volte improvvisamente, si trovano in grave stato di difficoltà». Al centro residenziali anziani Scalabrin un assistente sociale coordina il sistema, raccogliendo le istanze dal territorio e assegnando i servizi. «Le prestazioni possono variare da un’assistenza una o due volte a settimana per casi minimi, da accompagnamenti per la spesa o necessità igienico-sanitarie - precisa Alberto Anelli, direttore dello Scalabrin - ad assistenze più complesse di 5/6 giorni a settimana per alcune ore. Ad occuparsi del servizio sono operatori del centro anziani o della cooperativa Fai Berica di Vicenza, come da convenzione ereditata dall’Ulss. È una rete di assistenza integrata con lo Scalabrin, che consente alle persone di rientrare prima a casa dopo un infortunio o un intervento, ma anche di verificare se ci sono situazioni gravi tali da richiedere il ricovero in struttura». • © RIPRODUZIONE RISERVATA