A rischio 100 posti nel piano Marelli «Confronto aperto»

Annunciato anche un vasto piano di investimenti alla Marelli. ARCHIVIO
Annunciato anche un vasto piano di investimenti alla Marelli. ARCHIVIO
Luisa Nicoli 29.05.2018

Continua il confronto tra sindacati e Marelli Motori ad Arzignano sul piano industriale dell’azienda e sui possibili esuberi allo stabilimento di via Sabbionara. L’ipotesi è di un taglio di un centinaio di lavoratori sui 600 attuali. IL CONFRONTO. Ieri le assemblee con i lavoratori, domani l’incontro dei sindacati - Uilm Uil, Fiom Cgil e Fim Cisl - con la dirigenza per affrontare la questione esuberi nell’ambito di una trattativa aperta a maggio. Intanto, l’amministratore delegato di Marelli Motori Mauro Sacchetto, con il direttore finanziario Marco Rondelli, il direttore delle risorse umane Paolo Buratto e il direttore Comunicazione Corporate Michela Mattiello, ha presentato il piano industriale triennale e la ristrutturazione straordinaria in atto alle istituzioni locali: presenti i sindaci della Valchiampo, le senatrici Daniela Sbrollini Pd e Erika Stefani Lega e il capogruppo Pd in Regione l’arzignanese Stefano Fracasso. INVESTIMENTI E TAGLI. «Gli investimenti stanziati, circa 8 milioni di euro, sono destinati prevalentemente alla sede di Arzignano - spiega l’azienda - e la riorganizzazione è volta a rendere più competitiva la Marelli Motori con il riposizionamento della forza lavoro rispetto al mercato europeo e un potenziamento del polo malese per acquisire ulteriori quote di mercato in Asia». Per tutti però la preoccupazione è concentrata sui livelli occupazionali. Perché a fronte di un piano di riorganizzazione e riqualificazione tra Arzignano, 600 dipendenti, e Malesia, che ne conta circa 350, si parla di un centinaio di esuberi nello stabilimento cittadino. Una cinquantina tra prepensionamenti e uscite con accordi volontari, un’altra cinquantina con ammortizzatori sociali. Nell’ottica di una produzione di eccellenza concentrata su Arzignano e di prodotti più standardizzati in Malesia. LE ISTITUZIONI. «L’appello che ho rivolto all’azienda – precisa Giorgio Gentilin, sindaco di Arzignano - è che nella gestione degli esuberi, qualora si rivelino tali, si tenga conto del territorio, del lavoro e delle famiglie. Il piano industriale parla di riqualificazione dello stabilimento locale, di investimenti. E questo è importante. Positivo anche il confronto con le istituzioni. Chiediamo attenzione anche sui livello occupazionali». La Marelli Motori avrebbe comunque annunciato di voler chiudere entro la metà di giugno il confronto con i sindacati per poter avviare il nuovo piano industriale. «Massima preoccupazione sulla tenuta dell’occupazione - aggiunge Fracasso - questi esuberi sono contingenti? È un declassamento? Secondo l’azienda una necessità per poter affrontare il mercato e gli obiettivi di fatturato, che sono in crescita. Ma chiediamo che gli esuberi siano il meno possibile e investimenti che assicurino un futuro ai lavoratori che resteranno in azienda». COLLABORAZIONE. «Stiamo lavorando con le organizzazioni sindacali - conclude la nota della Marelli - per raggiungere in tempi rapidi un accordo che renda l’azienda più efficiente, contenendo l’impatto sociale. Risultato per cui è fondamentale la collaborazione di tutte le forze politiche e sociali». • © RIPRODUZIONE RISERVATA