Valeria uccisa dall’Isis La madre: «No all’odio»

L’incontro degli studenti con Luciana Milani Solesin. FOTO BUSATO
L’incontro degli studenti con Luciana Milani Solesin. FOTO BUSATO (BATCH)
Felice Busato 10.02.2018

Felice Busato «Non provo odio, ma solo indifferenza e disprezzo verso gli assassini di mia figlia che hanno fatto male anche a se stessi buttando via la loro vita»: un grande messaggio carico di dignità e civiltà quello lanciato agli studenti di tutte le classi dell’IIS Masotto incontrati lunedì mattina in due turni al palaVeronese da Luciana Milani Solesin, mamma della ventottenne ricercatrice veneziana Valeria uccisa il 13 novembre 2015 nella strage del teatro Bataclan di Parigi. Introdotta dal dirigente scolastico Carlo Alberto Formaggio la mattinata ha visto la docente Lucia Andriolo promotrice dell’iniziativa ripercorrere la figura di Valeria “esempio di impegno non solo a scuola, ma anche nel volontariato com’era Gabriele Castiglion ex alunno del Masotto scomparso in un incidente stradale “ con presenza del padre Mauro. Dopo la ricostruzione storica da parte del docente Luigi De Tomasi della nascita dell’Isis e della sua guerra scatenata contro l’Occidente la Milani ha ricordato «il forte senso dell’amicizia , il desiderio di fronteggiare le ingiustizie e di rendersi utile al prossimo» della figlia che mentre studiava a La Sorbona dov’era all’ultimo anno di dottorato da sociologa esperta in welfare familiare rivolto alle donne aiutava anche i clochard diventando una “cittadina d’Europa” . «La grande ondata di solidarietà dopo la sua morte ci ha indotto a rendere pubblico il funerale invitando rappresentanze delle varie religioni per riappacificare le persone e farle sentire esseri umani senza divisioni», ha proseguito Luciana Soresin rispondendo alle domande di alcuni studenti invitandoli a «credere nell’ Europa e a ripudiare l’odio». «Una grande lezione di dignità e correttezza quella di mamma Luciana», ha commentato alla fine il dirigente scolastico Carlo Alberto Formaggio dopo l’intensa lettura da parte di Francesco Motta della toccante lettera “Non avrete il mio odio” rivolta ai terroristi dal giovane giornalista francese Antoine Leiris che perse la moglie Helene al Bataclan restando da solo con un figlioletto di 17 mesi da parte di Mauro Castiglion. • © RIPRODUZIONE RISERVATA