«Ipab al collasso
La Regione taglia
anche i pannoloni»

L’Ipab “Michelazzo” di Sossano ospita un centinaio di anziani
L’Ipab “Michelazzo” di Sossano ospita un centinaio di anziani
12.12.2018

SOSSANO. «Un pannolone al giorno». Massimo due. Chi ha un parente in casa di riposo con problemi di incontinenza sa che non possono bastare. Eppure «la fornitura di ausili assorbenti monouso da parte dell’Ulss da un anno a questa parte è questa. Gli altri dobbiamo pagarli noi». “Noi” è la casa di riposo Michelazzo di Sossano, l’Ipab presieduta da Antonio Faedo, pensionato, ex agricoltore, che svolge l’incarico a titolo gratuito. Questo è solo l’ultimo dei problemi con i quali la struttura per anziani che ospita un centinaio di persone deve fare i conti. «I conti dell’Ipab sono all’osso - è il grido d’allarme del presidente -, il prossimo anno andremo in rosso». Faedo elenca le cause: «Da 9 anni l’impegnativa regionale è bloccata, anzi, i requisiti per ottenerla sono stati alzati con il risultato che sono sempre più numerosi gli ospiti che ne sono esclusi». Il risultato, per l’ente, è un costo in più che si aggiunge a un bilancio da cui non è più possibile fare tagli, come hanno scritto i revisori dei conti nella relazione inviata a Venezia. «Ora dovremo aumentare le rette di un euro al giorno. Vuol dire quasi 400 euro all’anno - conclude Faedo -. Ho parlato con la Regione: mi si stringe il cuore nel vedere come si sta riducendo il sistema di assistenza pubblica ai nostri anziani».