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Pericolo di crolli per la canonica Il parroco trasloca

La canonica di Spiazzo non è più sicura e il parroco ha dovuto trasferire uffici e archivio.  GUARDA
La canonica di Spiazzo non è più sicura e il parroco ha dovuto trasferire uffici e archivio. GUARDA
Matteo Guarda 05.09.2018

La canonica di Spiazzo cede e il parroco, don Alfredo Grossi, trasferisce l’ufficio e gli archivi parrocchiali a San Germano dove aveva già spostato la residenza. Il vecchio edificio, che si trova adiacente alla chiesa della frazione di Val Liona, negli anni ha subito gli effetti del movimento del terreno sottostante che sono più evidenti nella parte posteriore, che dà verso il vicino monte. Una situazione che ha richiesto, in via cautelare, di spostare quanto rimaneva all’interno di quella che, fino all’arrivo del nuovo parroco, è stata l’abitazione del suo predecessore, don Domenico Pegoraro. «La canonica di Spiazzo non era più in condizioni di piena sicurezza per cui abbiamo dovuto spostare l’ufficio e gli archivi da un’altra parte», spiega l’attuale parroco, diventato titolare dell’unità pastorale un anno fa. «Occorre però tenere presente che i cedimenti che hanno interessato la canonica riguardano soltanto questa e non si sono propagati alla struttura della chiesa», precisa, don Alfredo, che ha intenzione di intervenire per mettere a posto la canonica. Per reperire i fondi utili allo scopo, la parrocchia ha dato avvio all’operazione immobiliare che si è conclusa nei giorni scorsi con la cessione di una parte del terreno in cui sorgevano le vecchie scuole medie del Comune di Grancona, stabile di sua proprietà. Le ex scuole medie, che sono state usate fino all’entrata in funzione dell’attuale polo scolastico di via Zuccante, avvenuta nella seconda metà degli anni Settanta, sono state demolite in più stralci nei mesi scorsi. Il terreno, liberato dalle macerie, è stato poi diviso catastalmente in due parti che avranno ora diversa destinazione. Quella di minor estensione sarà sistemata per aumentare le possibilità di parcheggio attorno al sagrato mentre la seconda porzione, di dimensioni maggiori, è stata ceduta ad un privato con il rogito notarile che è stato perfezionato appena qualche giorno fa. Il suolo che è stato così acquistato potrà venire edificato. La somma che è stata invece incassata dalla parrocchia come prezzo della vendita ammonta ad alcune decine di migliaia di euro che serviranno per riprendere per mano la canonica. «Con quei soldi potremo finanziare i lavori – spiega don Alfredo -. Al momento non sappiamo ancora quanto potrebbero costare e se ci dovesse essere bisogno di altri finanziamenti o meno, questo perché è solo da poco che abbiamo dato l’incarico al nostro tecnico di preparare il progetto per realizzare quanto serve per mettere a posto il vecchio edificio. L’intervento potrebbe consistere in una manutenzione straordinaria ma potrebbe anche essere necessaria una vera e propria ristrutturazione. Da quello che ci hanno riferito finora sembra che si dovrà prevedere un inserimento di speciali micropali per fermare il lento cedimento e tenere i muri e il terreno, ma resta da vedere come e quanto». • © RIPRODUZIONE RISERVATA