Mundialito da record La spiaggia dopo le gare

Il Villaggio Mundialito con tutti i colori del mondo. GREGOLIN
Il Villaggio Mundialito con tutti i colori del mondo. GREGOLIN
A.GR. 17.07.2018

Ancora un Mundialito pieno di sport, giovani e partecipazione. È l’edizione numero otto quella chiusa a Montegalda, nello spazio ex-campo sportivo su cui grava da ormai un decennio l’incerto futuro, con numeri da grande evento. Montegalda per tre giorni si è trasformata in un brulichio di sportivi, che ne hanno fatto il villaggio sportivo più grande del Vicentino, con il paese assediato da giovani sportivi di calcio e beach volley novità di questa edizione, giunti da Veneto e Friuli. Ventiquattro le formazioni per la beach volley e 40 quelle iscritte al torneo di calcio a cinque, con squadre che portano il nome dei più svariati paesi del mondo. L’intera terra, rappresentata qui dal calcio e dall’ardore giovanile verso il pallone che ha fatto ridiventare l’area verde di Montegalda, una tavolozza di colori, bandiere e tifoserie. Un torneo nato 21 anni fa da un gruppo di amici per commemorare il coscritto Davide Bordin, scomparso prematuramente, che si è evoluto al punto che otto anni fa ha preso la forma del grande evento sportivo di giorno, mentre la notte diventa una sorta di spiaggia danzante con migliaia di giovani richiamati dalla musica e divertimento. Quest’anno a potenziare il clima, sono stati fatti giungere 25 camion di sabbia, che ha trasformato il prato verde in una spiaggia di pianura. Sport di giorno con ottocento sportivi in campo, tra calcetto, beach volley e runner per la maratona di apertura di 10 chilometri. Divertimento di sera con oltre 200 giovani volontari ad animare gli spazi musicali e di ristoro del villaggio Mundialito. Una grande macchina organizzativa che non ha mostrato defezioni in termini di sicurezza e assistenza sportiva. Per gli organizzatori soddisfatti, «si è trattato di un’edizione record», che ha incoronato al tramonto dopo tre due giorni di competizione, le squadre vincitrici del torneo di calcetto. Il primo posto è stato conquistato dalla Corea del Nord, al secondo l’Irlanda e al terzo gli Emirati Arabi. Una forma di globalizzazione sportiva e fantasiosa, che a modo suo ha mostrato la forza di coesione che lo sport può avere, in contrapposizione a ciò che riserva la storia quotidiana. • © RIPRODUZIONE RISERVATA