«Mai messa in vendita villa San Fermo»

Villa San Fermo è di proprietà dei Pavoniani di Lonigo
Villa San Fermo è di proprietà dei Pavoniani di Lonigo
Lino Zonin 18.12.2018

Un’inserzione pubblicata sul nostro giornale accende i riflettori sulla gestione di villa San Fermo, storico edificio leoniceno, già dimora della nobile famiglia Giovanelli e attualmente di proprietà dell’Istituto dei figli di Maria Immacolata – Congregazione Pavoniana. Nell’annuncio i religiosi comunicano “di non avere conferito mandato alcuno a vendere o affittare l’immobile né a persona fisica né a società di intermediazione immobiliare, invitando chiunque venga contattato a tale scopo da terzi non incaricati né autorizzati a comunicarlo immediatamente all’Istituto”. C’è qualcuno, insomma, che si spaccia per incaricato dei padri Pavoniani e tratta per loro conto, pur essendo privo di qualsiasi delega. Alle richieste di ottenere altre notizie sulla singolare inserzione, i padri declinano cortesemente l’invito, informando comunque che qualche mese fa si era pensato di costituire una società alla quale affidare la conduzione dell’immobile come struttura ricettiva ma che la trattativa non è andata a buon fine e che tutto è rimasto invariato. Il caso si complica con l’arrivo in Comune di un esposto anonimo nel quale si segnalano una serie di inadempienze normative da parte dei proprietari della villa. Il misterioso latore della missiva riferisce di un suo pernottamento a villa San Fermo, nel corso del quale ha rilevato la mancata osservanza delle norme di sicurezza stabilite per gli alberghi, e conclude invitando i responsabili comunali a compiere le dovute verifiche. Accuse pesanti che, nonostante la forma anonima con cui sono state presentate, hanno messo in moto la macchina di controllo comunale. Dopo una serie di incontri preliminari con i responsabili della villa e con il professionista da loro incaricato, i tecnici del Comune hanno preso in esame le licenze urbanistiche rilasciate alla villa e si sono recati sul posto, assieme agli agenti della polizia locale e ai vigili del fuoco, per compiere un sopralluogo alla struttura. Dall’analisi delle carte è emerso che i Pavoniani sono in possesso di una “Scia” (Segnalazione certificata di inizio attività) relativa all’insediamento a San Fermo di un’attività ricettiva come casa per vacanze. La pratica è all’esame della Provincia, dalla quale si attende a breve un responso. L’attività come luogo per incontri culturali e religiosi e la presenza in villa di un istituto di istruzione superiore sono regolarmente autorizzate. Anche la destinazione d’uso dell’edificio è compatibile con il vincolo monumentale. Un ultimo provvedimento, relativo alla presenza di una scuola per l’infanzia, è all’esame della Soprintendenza per i beni architettonici, cui la villa è vincolata. Dal punto di vista strutturale l’edificio presenta alcune lacune riguardanti il sistema di sicurezza antincendio, che dovrà essere adeguato alle normative vigenti. L’ufficio tecnico comunale emetterà un avviso di inizio procedimento e i proprietari della villa dovranno darsi da fare per ottenere i necessari permessi. Nel complesso la situazione è apparsa meno grave di quanto esposto nella denuncia anonima e con qualche intervento villa San Fermo potrà continuare a svolgere la sua attività nei diversi settori in cui è impegnata. Restano aperti due interrogativi: chi è responsabile del millantato credito denunciato dall’inserzione e chi ha spedito la lettera anonima al Comune. Villa San Fermo fa parte a pieno titolo del patrimonio architettonico di Lonigo. Fu sede tra il 1400 e il 1500 di un’abbazia benedettina e nel XIX secolo venne trasformata in abitazione dai Giovanelli. In seguito è tornata di proprietà religiosa, prima con i Gesuiti e poi con i Pavoniani, i quali, dopo averne curato il restauro, l’hanno restituita all’uso pubblico. • © RIPRODUZIONE RISERVATA