Liberazione fallita I caprioli scelgono di stare nel recinto

Uno dei caprioli catturati dalla polizia provinciale.  GUARDAUn’altra immagine della zona dove vivono i caprioli da liberare.M.G.
Uno dei caprioli catturati dalla polizia provinciale. GUARDAUn’altra immagine della zona dove vivono i caprioli da liberare.M.G.
Matteo Guarda 30.01.2019

E adesso non se ne vogliono più andare. Evidentemente stanno fin troppo bene lì dove si trovano i caprioli che la polizia provinciale, su richiesta dell’imprenditore agricolo proprietario, ha cercato di fare uscire dall’interno dell’area coltivata a vigneto dove sono entrati senza più voler uscire. È durata l’intera mattinata la movimentata operazione degli agenti provinciali per liberare la ventina di caprioli e farli andare verso i boschi della collina. L’attività è iniziata poco dopo le 8 da via Pastoria, lungo la strada provinciale, per allargarsi nelle zone contigue, a ridosso dei confini comunali tra Lonigo e Sarego, e ha visto impegnati sei agenti del distaccamento di Montecchio Maggiore, una decina di volontari dell’ambito di caccia Vicenza Sud e una pattuglia della polizia locale di Lonigo per rallentare il traffico nel caso in cui degli esemplari dirigessero in provinciale. A conclusione delle operazioni sono stati però soltanto quattro gli animai che sono usciti in maniera spontanea dalla proprietà agricola per dirigersi verso quella che per loro dovrebbe essere l’agognata libertà. E invece soltanto un esemplare appena si è diretto verso la collina seguendo il richiamo dei boschi e sfuggendo in breve allo sguardo dei liberatori. Un altro paio, un maschio e una femmina, sono scappati per la pianura, attraversando la provinciale per dirigere verso Monticello di Fara, rivelando quanto mai azzeccata la precauzione adottata. Un’ultima femmina, cui mancava parte di una zampa, è stata infine catturata con le reti per essere portata a Vicenza in un’area protetta. Da un paio d’anni la colonia di caprioli si trovava bloccata nella proprietà agricola. La loro presenza, del tutto fortuita, è dovuta all’impossibilità, per la particolare conformazione del terreno impervio, di uscirne una volta capitati dentro. Ma avuta la possibilità di andarsene e tornare nel loro ambiente naturale dove avrebbero potuto muoversi senza incontrare il limite della recinzione hanno dato ad intendere di non volerne sapere. «I caprioli - hanno ricostruito gli agenti - sono entrati attraverso un varco nel perimetro recintato dell’azienda e poi non sono più stati più apaci ad uscire per l’eccessiva ripidità del punto dove hanno fatto ingresso». Gli stessi agenti hanno anche spiegato come mai si sono ritrovati concentrati caprioli in numero così rilevante. «I primi ad arrivare – hanno precisato - sono stati attirati dall’ambiente trovato, protetto, privo di disturbi e ricco di cibo, tale da essergli sembrato un’oasi, mentre i successivi hanno avuto in più lo stimolo degli altri esemplari già dentro». La polizia provinciale, che ha interrotto le operazioni per non creare ulteriori stress agli animali che sono scappati per ore in un clima tra i più freddi dell’anno, riprenderà l’azione nel corso delle prossime settimane valutando eventuali altre modalità per raggiungere il risultato prefissato. Chissà se i caprioli sfrutteranno la nuova occasione. • © RIPRODUZIONE RISERVATA