La storia del paese raccontata dal teatro

Una vecchia foto del 1910 mostra una veduta del paese. A destra dell’immagine si può scorgere il teatro. Di lì a poco iniziò la prima guerra mondiale e la sala ospitò spettacoli di beneficenza a cura di Emma Zamperla Baricolo. GARONIl teatro Modernissimo come appariva nel 1985 dopo il restauro voluto dal sindaco Galuppo. GARONL’inaugurazione avvenne l’8 giugno del 1985 alla presenza del senatore Mariano Rumor
Una vecchia foto del 1910 mostra una veduta del paese. A destra dell’immagine si può scorgere il teatro. Di lì a poco iniziò la prima guerra mondiale e la sala ospitò spettacoli di beneficenza a cura di Emma Zamperla Baricolo. GARONIl teatro Modernissimo come appariva nel 1985 dopo il restauro voluto dal sindaco Galuppo. GARONL’inaugurazione avvenne l’8 giugno del 1985 alla presenza del senatore Mariano Rumor
Emilio Garon 27.01.2019

Il 28 giugno 1872 nello studio del notaio Regazzola a Noventa Vicentina, si costituiva il circolo culturale-ricreativo Società Concordi, il cui motto era “Concordia parvae res crescent”. Tra gli scopi dell’associazione vi era l’organizzazione di feste e spettacoli e allo scopo si decise di adattare una piccola sala teatrale in via Broli. Uno stanzone modesto anche nelle dimensioni, 20 metri per 9, con una piccola entrata, una platea di 12 metri più un palco ed una loggetta superiore. Venivano ospitate manifestazioni di beneficenza, veglioni, accademie musicali e teatrali e qualche gruppo ambulante di teatro. Lo spettacolo inaugurale nel settembre 1876 con una compagnia di Ferrara diretta da Ferrante Codecasa. Il repertorio era quello consueto di drammi storici e commedie allegre. Nei primi anni del Novecento il Concordia diventa Teatro Sociale, dopo una ricostruzione con strutture robuste e regolamentari, l’aggiunta di una bottega del caffè e di un’ala per i camerini. Inaugurato il 26 dicembre del 1910 con una serie di operette interpretate dalla compagnia di Bovi Campeggi. L’anno successivo, nel 1911, il teatro venne anche dotato degli apparecchi per le proiezioni cinematografiche. Folgorante fu la ripresa dell’attività teatrale subito dopo la fine del primo conflitto mondiale, grazie all’arrivo a Noventa di Emma Zamperla, figlia del proprietario del noto “Spettacolo viaggiante Zamperla”, la quale sposò il farmacista Lorenzo Baricolo. Emma fu instancabile animatrice e promotrice di attività culturali e teatrali, il Teatro Sociale ospitò brillanti commedie, appassionate conferenze e animati concerti. Memorabile lo spettacolo di domenica 30 novembre 1924 con la rappresentazione di “El moroso dela nona” commedia in dialetto di Giacinto Gallina. Tra gli interpreti nomi rimasti nella storia artistica noventana e vicentina: Elvira Giro, Piero Fedeli e Vere Paiola. Emma Zamperla Baricolo fu infaticabile promotrice di spettacoli di beneficenza, prima per creare l’asilo infantile, poi per contribuire alla costruzione del monumento ai caduti della Guerra 15-18. La sala prese il nome di Modernissimo nel 1919 quando divenne cinema. La gloriosa Società Concordia si sciolse nel 1926 dopo aver venduto il teatro a Virginia Ziliotto Branzo per la somma di 31.000 lire. All’inizio si proiettava il cinema muto, animato da una pianola acquistata da Bruno Branzo dalla ditta De Vecchi di Verona che ora, dopo il restauro a cura del maestro Pietro Valda, è conservata nella residenza municipale. Memorabili le feste e le operette, come gli artisti che Bruno Branzo riusciva a portare nel piccolo teatro di Noventa: agli inizi degli anni Trenta si esibì nel palco del Modernissimo nientepopodimeno che la divina Wanda Osiris, accolta da un pubblico in delirio. Nel 1936 il teatro divenne di proprietà del comune e cominciò l’era di Arborio Galante, gestore per quasi quarant’anni fino al 1975. Durante la guerra furono i tedeschi che si impadronirono della sala, con proiezioni in tedesco per la loro truppa. Chiusa la parentesi bellica, ricominciò l’ultima stagione d’oro del cinematografo. Il Modernissimo (500 posti) ruba la scena a cinema e teatri delle città vicine con film di successo e prezzi ridotti. La fine del conflitto aveva liberato anche la passione per il ballo, e anche il Modernissimo ospitò indimenticabili feste mondane, dal carnevale ai veglioni organizzati dalla Nova Gens e dal Veloce Club. Le sedie venivano impacchettate nel soppalco, il guardaroba si sistemava nel loggione, riapriva la bottega del caffè, l’orchestra entrava in scena. Si ballava, 200/250 persone, a turno, si eleggeva la reginetta della serata, si stappavano modeste bottiglie di spumante. Un entusiasmo durato un decennio ma che non ha resistito all’offensiva della televisione. Arborio Galante subisce il declino del Modernissimo, molla tutto nel 1975. Ci prova qualcun altro ma alla fine il cinema non regge e Aldo Polonio, l’ultimo gestore, restituisce le chiavi al sindaco nel settembre dell’82. Sindaco era Gianni Galuppo, il quale nel 1980 decise di restituire il cinema teatro Modernissimo alla sua immagine originaria. I lavori iniziarono nel 1982 per essere ultimati nella primavera del 1985. Sabato 8 giugno 1985 l’inaugurazione ufficiale con una folla incredibile e con l’autorevole presenza del senatore Mariano Rumor e di altre personalità politiche. Quella del Teatro Concordia, poi Sociale e infine Modernissimo è una straordinaria protagonista di storia, di vita e di costume di Noventa Vicentina. Le trasformazioni del paese sono passate anche tra queste sale, nella rituale partecipazione alle feste della comunità. • © RIPRODUZIONE RISERVATA