L’emigrante con i gradi da Cavaliere

Carlo Etenli su uno dei trattori d’epoca ospitati dal suo museo. ZONIN
Carlo Etenli su uno dei trattori d’epoca ospitati dal suo museo. ZONIN
Lino Zonin 13.06.2018

Il cavaliere ufficiale di fresca nomina Carlo Etenli non è in casa. È in officina, ad aggiustare un trattore. Eccolo, infatti, con la tuta e le mani sporche d’olio che armeggia attorno a un vecchio mezzo agricolo. L’onorificenza da poco ricevuta in prefettura a Vicenza non ha cambiato le sue abitudini, consolidate da tanti anni. «Ne compio 89 il mese prossimo, una bella età per diventare ufficiale - spiega dopo aver salutato con un sorriso e con la solita cortesia l’inatteso ospite – Ho ricevuto la carica di cavaliere della Repubblica molti anni fa, ai tempi in cui ero sindaco di Grancona. Questo nuovo scatto di carriera non me l’aspettavo ma, naturalmente, mi fa molto piacere». L’officina si trova sul retro del museo della civiltà contadina che Carlo ha realizzato e continua a curare di fianco a casa, sui colli di Grancona Alta. È anche per questo, per il contributo che con la sua raccolta di antichi reperti sta dando da tanti anni alla memoria collettiva, che la Presidenza della Repubblica l’ha inserito nell’elenco delle onorificenze da assegnare quest’anno. «Un paio di mesi fa, sbrigando la posta – continua Carlo Etenli – mi aveva colpito quella busta, più grande delle altre e con l’intestazione ufficiale. Dentro c’era la comunicazione della nomina e l’invito a ritirare il premio in prefettura. Sapevo che qualcuno, tanti anni fa, aveva inviato la richiesta a Roma ma ormai non ci pensavo più. Comunque, meglio tardi che mai». Il cerimoniale prevede che la consegna delle onorificenze avvenga il 2 giugno, festa della Repubblica e che le persone da insignire vengano accompagnate dal sindaco della loro città. «Assieme a Maurizio Fipponi, primo cittadino di Val Liona, c’erano tutti i sindaci della provincia – racconta il neo cavaliere ufficiale –. Lui è stato al mio fianco mentre il prefetto di Vicenza Umberto Guidato e la neo ministra degli affari regionali Erika Stefani mi informavano della decisione del presidente della Repubblica e mi consegnavano la pergamena. È stata una bella cerimonia, svoltasi in perfetto spirito istituzionale, come piace a un vecchio signore come me. A ricevere il titolo c’era anche il mio amico Bepi De Marzi, che adesso è commendatore. L’ho salutato con affetto e anche con rispetto, perché la sua carica è superiore alla mia». I festeggiamenti per la nomina sono continuati nel pomeriggio del 2 giugno a Grancona con un ricevimento in corte Etenli al quale ha partecipato un centinaio di invitati. «Quella della festa d’estate a casa nostra è una vecchia usanza che stavolta ha offerto un’occasione in più stare allegri – spiega Carlo -. Vengono sempre tanti amici, gli alpini cantano, i bambini giocano e tutti gli altri si divertono. Tutti fanno un giro nel museo: chi non l’ha mai visto per immergersi nell’atmosfera di una volta, chi già lo conosce per aggiornarsi vedendo gli articoli arrivati da poco e entrati a incrementare la collezione». • © RIPRODUZIONE RISERVATA