I bulli la deridevano Il riscatto di Phuong modella su Playboy

Matteo Guarda 28.07.2018

Si chiama Phuong Ong, abita a Ponte di Mossano, ha 27 anni compiuti da poco, origini vietnamite e otto pagine di servizio fotografico con un’intervista di due sul numero di luglio e agosto di Playboy, la rivista patinata per eccellenza. “Hot sunny day” è il titolo del servizio di nudo che le è stato dedicato e che verrà pubblicato anche nelle altre testate gemelle presenti nel mondo. Non solo. Sarà la madrina, posando ai workshop più importanti, a “Iso 600 - Festival della fotografia istantanea”, principale manifestazione dei Polaroider a livello internazionale che si sta svolgendo a Riccione fino a domani, dove verrà presentato un libro sulla fotografia che la vede in copertina. Per la giovane fotomodella vicentina che ha preso la cittadinanza italiana con la maggiore età, nel trentennale dell’arrivo dei genitori in Italia, esuli dopo la caduta del regime di Saigon, questo successo segna anche un momento di rivincita personale. Fino alle superiori, infatti, i suoi stessi compagni di scuola la prendevano in giro proprio per quell’aspetto dai tratti orientali che invece ora gli shooter ricercano in lei. “Non mi volevano accettare perché ero diversa”, racconta oggi in maniera serena e disinvolta. “Per loro ero solamente Cin ciun cian, ma me la sono vista anche peggio con episodi sfociati in bullismo, una cosa che mi sono portata dentro per anni e che solo dopo sono riuscita a superare. Adesso molti di quegli stessi ragazzi mi contattano sui social per chiedermi di uscire con loro senza nemmeno ricordare chi sono”. Phuong è laureata all’Accademia di belle arti di Venezia e dipinge da quando era bambina. «La mia fortuna – rivela - è stata quella di proseguire negli studi, a Vicenza prima, dove ho frequentato il liceo artistico, e all’Accademia, dove ho trovato un’atmosfera aperta e cosmopolita. L’arte è stato il modo per salvarmi dall’avere un’esistenza infelice e la terapia che è riuscita a farmi ridare fiducia in me stessa». Come pittrice preferisce dipingere con la tecnica dell’acquerello. «Adoro – spiega - quello che si può diluire con l’acqua e lo faccio mio. Prediligo i ritratti femminili, nella mia ricerca personale c’è molta autoanalisi e infatti realizzo spesso autoritratti ma ritraggo anche altre persone che posano per me. Nel mio stile non manca mai la componente naturalistica. Questo perché ho un concetto spirituale dell’esistenza e credo che la persona debba essere un tutt’uno con la natura». La fotografia è arrivata dopo la pittura. «Soltanto fino a qualche anno fa ero piuttosto timida – rivela -. Ho iniziato a farmi foto per candidarmi per lavorare come hostess, i miei lineamenti piacevano e mi hanno chiesto di posare sempre di più per servizi fotografici, videoclip e campagne pubblicitarie. Per quasi due anni ho avuto richieste da parte di Playboy e ho sempre rifiutato. Ho accettato solo quando ho avuto assicurazione su chi sarebbe stato il fotografo». • © RIPRODUZIONE RISERVATA