Albettone e Campiglia verso la fusione

Ad Albettone si comincia a parlare di fusione con  Campiglia
Ad Albettone si comincia a parlare di fusione con Campiglia
Albano Mazzaretto 10.06.2018

Si comincia a parlare di possibili fusioni anche tra i comuni di Albettone, Campiglia dei Berici e possibilmente Agugliaro. Un discorso avviato nel mese di aprile tra le amministrazioni e approdato in una prima pubblica assemblea che si è svolta ad Albettone. Relatore il sindaco Joe Formaggio, presente anche il collega di Campiglia dei Berici Massimo Zulian e le associazioni dei 3 Comuni, in una sala affollatissima. Quanto all’amministrazione di Agugliaro, invece, pur dichiarandosi possibilista sul progetto di fusione. Per il momento non è direttamente coinvolta poiché sta guardando con interesse anche ad altre possibilità, innanzitutto con il Comune di Noventa, il quale però adesso non sembra disponibile. «Per il progetto di fusione – ha sottolineato Joe Formaggio – il confronto è stato portato avanti con il Comune di Campiglia con il quale però non c’è contiguità territoriale, per questo è necessario un altro comune confinante, e quello ideale per noi è proprio Agugliaro, anche se le combinazioni potrebbero essere anche altre, Sossano o Villaga, che per il momento però non sembrano interessate.» Nel corso dell’incontro ad Albettone, quindi, si è sempre ragionato attorno al virtuale progetto di fusione tra Agugliaro, Albettone e Campiglia. «Siamo dei comuni abbastanza simili per dimensioni e numero di abitanti: Agugliaro 1.432, Albettone 2.061, Campiglia 1698 – ha spiegato il sindaco Joe Formaggio. Certo, a questo punto i tempi sono stretti per riuscire a approvare un progetto di studio di fattibilità sulla fusione entro il 30 giugno, ma l’importante è che si inizi almeno a parlare di fusione, non solo fra amministratori, ma soprattutto fra i cittadini. Nei nostri comuni abbiamo l’esigenza di razionalizzare le varie attività amministrative del territorio per avere più servizi, con la prima emergenza che sono le scuole ormai vetuste e non in grado di vivere da sole per il continuo calo di iscritti già dai prossimi anni. Dobbiamo pensare al futuro di quest’area guardando a un progetto che va ben oltre il nostro mandato amministrativo.» «Il percorso fatto finora è stato importante e proficuo – ha sottolineato il sindaco di Campiglia dei Berici Massimo Zulian -. Ci ha insegnato che cominciare a parlare di fusione tra comuni e mettendo insieme quel che si ha, esperienze amministrative e competenze alla fine se ne ricava un reciproco arricchimento. Oltre alla contiguità territoriale, c’è anche un legame che unisce varie famiglie dei nostri comuni. C’è il timore di perdere l’identità storica e culturale delle nostre comunità. Ma questo non può avvenire per via amministrativa, e la fusione è innanzitutto quello. Le identità rimangono. Abbiamo bisogno di risorse per realizzare alcune infrastrutture fondamentali per i nostri paesi. Dobbiamo saper proiettarci nel futuro, pensando a cosa può succedere in un questa area così importante, nei prossimi anni». • © RIPRODUZIONE RISERVATA