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07.07.2017

A letto col figlio
La mamma picchia
la vicina di casa

Una scena del film "Il laureato" di Mike Nichols
Una scena del film "Il laureato" di Mike Nichols

VICENZA. Quando ha visto davanti ai suoi occhi quello che aveva temuto, era andata su tutte le furie. Aveva strepitato urlando come un’ossessa, facendo rivestire gli amanti e facendosi aprire la porta di casa. Quindi, quando si era trovata di fronte la vicina che si era portata a letto suo figlio, l’aveva riempita di improperi e quindi l’aveva graffiata, colpendola anche con un pugno. È quanto sarebbe avvenuto, secondo la procura, nell’estate di due anni fa ai Ferrovieri; e che ora diventerà argomento da dibattere in un’aula di tribunale.

PROCESSO. Il pubblico ministero Gava, prima di lasciare Vicenza, aveva chiuso le indagini chiedendo il processo per Annamaria T., oggi 54 anni, vicentina, che dovrà affrontare l’udienza davanti al giudice per rispondere di lesioni volontarie e di violazione di domicilio. La vittima, Helena P., 41 anni, potrebbe costituirsi parte civile per chiedere un risarcimento dei danni. Aveva subito ferite guarite in una decina di giorni. In aula sarà con ogni probabilità sentito il figlio dell’imputata, che dovrà spiegare quanto avvenuto quel pomeriggio di fine agosto del 2015.

AMANTI. Come si siano conosciuti e piaciuti non è dato di sapere. Certo è che il giovane e la bella vicina di casa non era la prima volta che si incontravano fra le lenzuola, stando alla ricostruzione compiuta dalla mamma del ragazzo quel giorno e da quanto emerso dalle indagini dei carabinieri. La quarantenne sola per tenersi occupata non disdegnava la compagnia dell’aitante ventenne che poteva essere suo figlio. Ma non lo era. E per questo lo ospitava nel suo appartamento al pianterreno di una palazzina a fianco a quella del giovane. Un appartamento circondato da un piccolo giardino, attraverso il quale il toy boy passava per abbracciare la procace vicina di casa. La quale, per lui, era diventata la milf che tanti ragazzi sognano per le loro esperienze sessuali.

SCOPERTI. La mamma del giovane, evidentemente, non la pensava allo stesso modo. Nei giorni precedenti deve essersi accorta di qualcosa, tanto che quel pomeriggio, quando aveva visto il figlio uscire, si era insospettita. Aveva infatti notato che fra il ragazzo e l’appariscente vicina di casa c’era una sorta di feeling; si salutavano, si sorridevano. E ad Annamaria Helena non piaceva per nulla. Quel giorno la vicentina aveva sentito dei rumori. E, temendo che il figlio avesse potuto essere sedotto da quella donna con il doppio dei suoi anni, era andata a vedere. Sì, i gemiti arrivavano dall’appartamento di Helena; così si era introdotta scavalcando un muretto nel giardino della vicina, si era avvicinata ad una finestra e, scostata la tenda, aveva visto quella che Aldo Palazzeschi definisce «solamente la verità: un uomo e una donna... che sembravano pronti per quell’azione comandata dal Signore affinché la nostra specie non si estingua». Gli amanti erano il figlio e la vicina.

LITE. Annamaria aveva iniziato ad urlare. I due si erano coperti alla bell’e meglio e Helena le aveva chiesto di abbassare il tono. La mamma aveva gridato ancora più forte e aveva preteso di entrare, condendo la richiesta con insulti irriferibili a carico di entrambi. La vicina aveva aperto la porta, accogliendola sull’uscio mentre il ragazzo sgattaiolava via: e Annamaria l’avrebbe colpita con violenza in volto, prima di andarsene sbraitando. «Mi hai rovinato il figlio», era il concetto chiave. Dovrà dimostrare al giudice che è innocente.

Diego Neri
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