Va sotto esame
la Tav veneta
La Pedemontana no

Un treno dell’Alta velocità
Un treno dell’Alta velocità
Piero Erle 11.10.2018

VENEZIA. È già battaglia in Parlamento sul Def, il Documento di economia e finanza che mette nero su bianco i piani del Governo per la Legge di bilancio 2019 (non validati però ieri dall’Ufficio parlamentare di bilancio). E dal testo del governo Conte emergono due conferme. Primo, finisce sotto la lente l’Alta velocità da Brescia a Padova, quindi tutta la tratta veneta, ma non la Pedemontana veneta. Secondo, resta confermato l’obiettivo dell’autonomia da concedere a Veneto e altre Regioni.

 

INFRASTRUTTURE. Nel documento il Governo «ribadisce l’intenzione di portare a compimento gli investimenti strategici seguendo standard rigorosi di efficienza: a questo scopo, intende sottoporre ad una rigorosa analisi costi-benefici e a un attento monitoraggio le grandi opere in corso». E c’è la lista: «Gronda autostradale di Genova, Pedemontana lombarda, terzo valico Tav, collegamento tra Brescia e Padova e tratta Torino-Lione». C’è quindi la Tav veneta, ma non la Pedemontana. «L’analisi - specifica il testo - sarà elaborata dalla Struttura tecnica di missione del Mit-Ministero infrastrutture che svolge funzioni di alta sorveglianza» e si occupa anche di «vigilanza sulla realizzazione delle infrastrutture stesse». E c’è un’altra indicazione: «Nel trasporto ferroviario il completamento dell’alta velocità può essere coerente con la manutenzione delle infrastrutture esistenti attraverso innovazioni tecnologiche che consentano di diminuire i tempi di percorrenza sulle medie distanze». Insomma, più “velocizzazione” che “nuova linea”, come dicono i 5Stelle? Forse, però ma a sostegno della Brescia-Padova ha parlato pochi giorni fa alla commissione “Trasporti” della Camera l’amministratore delegato di Rfi, Maurizio Gentile. Ha detto che per lui l’Alta velocità in Italia si ferma «a quanto messo in progetto, che si sta realizzando e finendo di realizzare»: vale a dire che l’asse Napoli-Milano e quello da Torino a Venezia (che comprenderebbe quindi anche la tratta veneta) «esaurisce la necessità di collegamento dei grandi centri urbani d’Italia. Il resto può essere realizzato mediante un’importante velocizzazione dei collegamenti» (e quindi anche la Venezia-Trieste), ha detto Gentile, citando ad esempio la Napoli-Reggio Calabria. Sul fronte infrastrutture va anche notato che il Governo intende rivedere le concessioni (anche autostradali) per varare «una legge-quadro di riordino e valorizzazione dei regimi di concessione» che dia più introiti alle casse pubbliche.

 

L’AUTONOMIA. Tra le riforme, il Def cita come «priorità l’attuazione dell’articolo 116, 3° comma, della Costituzione concernente l’attribuzione di forme e condizioni particolari di autonomia alle Regioni a statuto ordinario. Sulla questione è già stato avviato un percorso con tre Regioni (Lombardia, Veneto ed Emilia R.) nel 2017 e nei primi mesi del 2018. Si tratta, quindi, di portare a compimento l’attuazione di disposizioni così rilevanti per il sistema delle autonomie territoriali del nostro Paese».

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