«Sì a telecamere in strutture sociali asili nido e scuole»

Uno scorcio del Consiglio regionale
Uno scorcio del Consiglio regionale
P.E. 23.01.2019

VENEZIA Il Veneto chiama Roma e preme per una legge nazionale - un testo è già passato alla Camera, adesso è all’esame del Senato - che spinga a installare telecamere controlla-maestri negli asili nido e nelle scuole d’infanzia, ma anche per verificare cosa avviene dentro le strutture socio-assistenziali per anziani, disabili e minori in situazione di disagio. Il Consiglio regionale ha approvato a larga maggioranza, con 38 sì e solo 2 astenuti, il suo progetto di legge statale “Disposizioni in materia di videosorveglianza” presentato dal consigliere Alberto Semenzato con l’appoggio del gruppo leghista guidato da Nicola Finco. L’obiettivo, ovviamente, è «prevenire e contrastare le pratiche di abuso fisico e psichico nei confronti di soggetti deboli», alla luce «degli innumerevoli episodi di maltrattamento perpetrati a danno di minori, anziani e disabili compiuti in strutture, pubbliche e private». NIENTE WEB-CAM. La proposta è di rendere possibile l’installazione di «sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso che garantiscano la loro sicurezza ed al contempo la tutela della riservatezza. L’installazione di un sistema di videosorveglianza costituirebbe, da un lato, un elemento di maggiore tranquillità per le famiglie e, dall’altro, un deterrente per evitare ogni eventuale tipo di abuso da parte di soggetti che operano in tali strutture o, addirittura, di soggetti esterni». E nello stesso tempo sarebbe a tutela di chi invece lavora bene. Sono comunque vietate invece le web-cam (per la trasmissione in diretta via web). È previsto anche che il Garante per la protezione dei dati emani un regolamento per la gestione del sistema, e che ci sia un accordo con i sindacati dei lavoratori interessati. La decisione di installare gli impianti va comunque presa con la partecipazione delle famiglie,e l’accesso alle immagini è vietato: scatta solo in caso di notizie di reato (e quindi è di fatto di competenza delle forze dell’ordine e della magistratura). IL DIBATTITO. «Ringrazio - dice Semenzato - tutti i consiglieri che si sono espressi a favore di questa proposta normativa, per spingere il Senato a chiudere questa importante partita per fermare una volta per tutte i maltrattamenti nei confronti di quanti non possono difendersi. Ringrazio anche la Struttura regionale per come ha seguito l’iter di questo progetto di legge», che mira in sostanza a prevenire comportamenti violenti da parte di qualche operatore, ma che funzionerebbe anche se nella struttura entrassero malintenzionati. «Sono soddisfatto che il Senato abbia dato il via libera alla videosorveglianza negli asili e negli istituti che ospitano soggetti deboli. Un tema, questo, che mi sta molto a cuore». Contraria la correlatrice Patrizia Bartelle (Iic): «Si perderà l’effetto sorpresa, vanificando in parte gli sforzi delle forze dell’ordine che durante le indagini possono predisporre in segreto sistemi di videosorveglianza». Con lei anche Zanoni (Pd) e Ruzzante (Leu) A favore invece Giovanna Negro (Vca), Bruno Pigozzo e Orietta Salemi (Pd). Finco (Lega) respinge «le accuse che parlano di attentato alla privacy». Sergio Berlato (FdI): «Credo sia opportuno rinunciare a un po’ di privacy per tutelare i nostri bambini, anziani e disabili». E Massimo Giorgetti (FI): «Sono necessarie sanzioni pesanti nei confronti delle strutture che si macchiano di questi ignobili reati perché non sono degni di far parte del sistema Veneto». • © RIPRODUZIONE RISERVATA