Orge in canonica Contin adesso non è più prete

L’ex parroco padovano Andrea Contin
L’ex parroco padovano Andrea Contin (BATCH)
09.03.2018

PADOVA Il verdetto è inappellabile: don Andrea Contin, il parroco di San Lazzaro, a Padova, coinvolto in un’inchiesta “a luci rosse” per orge organizzate in canonica e relazioni sessuali (anche violente) con più parrocchiane, ha arrecato una ferita alla Chiesa talmente profonda da dover essere dimesso dallo stato clericale. L’ha comunicato ieri il vescovo Claudio Cipolla, sottolineando che la decisione nei confronti dell’ormai ex sacerdote, notificata dalla Congregazione del clero presieduta dal prefetto card. Beniamino Stella, è giunta a conclusione del procedimento canonico del Tribunale ecclesiastico diocesano. LA RICHIESTA DI PATTEGGIAMENTO. Intanto Contin, 49 anni, ha chiesto la scorsa settimana alla Giustizia italiana di patteggiare un anno per l’accusa di violenza e lesioni privata nei confronti della donna che l’aveva denunciato, nel 2016, facendo aprire le indagini sulle orge in canonica. Per chiudere i conti con la giustizia il suo legale aveva proposto un anno di reclusione, con la sospensione della pena, e il versamento di 11.500 euro di risarcimento alla vittima. La Procura si era dichiarata d’accordo ma la decisione finale spetta ora al giudice Cristina Cavaggion che dovrà dare il via libera, se riterrà la pena congrua. Quasi una ventina di amanti che frequentavano la parrocchia sono state interrogate durante gli accertamenti, durati un anno, e diverse di loro hanno ammesso di aver fatto sesso con il prete e con altri uomini invitati ai festini conditi da giochi erotici fetish e pratiche bondage che venivano organizzati all’ultimo piano della canonica. Sono state invece archiviate le iniziali accuse di favoreggiamento della prostituzione perché non suffragate da prove. Come pure l’illecita detenzione di una pistola e l’ “allegra” gestione dei conti parrocchiali, fatti ritenuti non di rilevanza penale. FREQUENTAZIONI NEL VICENTINO. Come noto, nei verbali e nella denuncia a carico di Contin è risultato citato anche il Vicentino, facendo emergere la frequentazione dell’autrice della denuncia donna e l’allora prete del celebre ristorante Ca’ Masieri a Trissino (ha un annesso hotel) e anche di un agriturismo frequentato dal scambisti a Grumolo delle Abbadesse. Sempre nei verbali si parla anche, per fatti accaduti nel marzo 2013, dell’utilizzo di oggetti erotici «acquistati in un sexy shop dell’Alto Vicentino». LA DIOCESI. Nel sottolineare il «momento di sofferenza per tutte le persone coinvolte, in vario modo, nella vicenda», mons. Cipolla ha chiarito che si è giunti «a questa decisione così grave» analizzando «tutti gli elementi in gioco e per il bene della Chiesa e di Andrea Contin stesso». Il vescovo ha ammesso che ora «ci vorrà tempo per rimarginare le ferite e trovare percorsi di fiducia per quanti si sono sentito offesi o sono stati confusi da quanto accaduto». Come teste nell’inchiesta è comparso pure don Roberto Cavazzana, ex parroco di Carbonara di Rovolon: ha confermato il sesso con 13 parrocchiane. Per lui però non c’è nessuna accusa di reato. Alle orge pare abbia partecipato qualche altro prete che però non è stato identificato. Infine ieri nelle stesse ore in cui a Padova veniva comunicata la conclusione del percorso sacerdotale di Contin, al Tribunale di Milano deponeva l’ex fidanzata di un giovane, presunta vittima di una violenza sessuale da parte un prete, don Mauro Galli, nel 2011 a Rozzano. • © RIPRODUZIONE RISERVATA