Multe a chi disturba
i cacciatori: Consulta
boccia la legge

Consulta boccia legge Veneto
Consulta boccia legge Veneto
12.07.2018

La Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità della legge regionale del Veneto del 17 gennaio 2017 che prevedeva multe nei confronti di chi disturba l’attività dei cacciatori. La norma, che modificava la legge regionale sulla caccia del 1993 e sulla pesca del 1998, aveva introdotto sanzioni da 600 a 3.600 euro per chi «ponga in essere atti di ostruzionismo o di disturbo dai quali possa essere turbata o interrotta la regolare attività di caccia, o rechi molestie ai cacciatori nel corso delle loro attività»; lo stesso nei confronti di chi disturba i pescatori. Il Governo aveva impugnato il testo davanti alla Consulta nel marzo 2017, ritenendo che esso invadeva la competenza statale in quanto trattava condotte riconducibili all’ordine pubblico e alla sicurezza, su cui lo Stato ha potestà esclusiva; in particolare, le condotte oggetto della legge sono riconducibili al reato di "molestia o disturbo" previsto dall’articolo 660 del codice penale. Altri rilievi riguardano i «termini generici e privi del sufficiente grado di determinatezza» con cui vengono descritte le condotte punite e infine la sproporzione delle sanzioni amministrative, superiori ad altre già previste in
materia dalle stesse leggi venete. Accogliendo il ricorso del Governo, nella sentenza i giudici costituzionali (presidente Giorgio Lattanzi, redattore Giancarlo
Coraggio) sottolineano che rispetto agli atti di "ostruzionismo" o "disturbo", la caccia e la pesca vengono rilevate «solo al fine di delimitare l’ambito delle persone offese e l’elemento psicologico». Non si punta al rispetto di «specifici obblighi settoriali» delle due attività ma si punta a «garantire il diritto all’esercizio delle attività al riparo da interferenze esterne e di prevenire la possibilità di reazione della persona offesa». In questo senso, rientrano nella materia «ordine pubblico e sicurezza», di competenza esclusiva dello Stato.