«Mi dia 2 mila euro
e la opero subito»
Bufera sulla sanità

Un frame del servizio andato in onda su Rai Uno
Un frame del servizio andato in onda su Rai Uno
14.01.2018

PADOVA. «Volevo fare un intervento di chiusura delle tube», chiede la giornalista Francesca Biagiotti della Rai che si è rivolta a un luminare di una Ulss veneta. Le liste d'attesa sono per febbraio-marzo ma... «sarebbe l'ideale farlo ora. Ma significa forzare la mano», risponde il primario "x" a cui si rivolge, con la telecamera nascosta per riprendere tutto. «Però significa... dare un po' di soldi... barattiamo tra di noi». E chiede 2mila euro.

È il contenuto di un servizio della trasmissione "Petrolio" andato in onda ieri sera su Rai1 e anticipato con grande clamore sul "Corriere della Sera" dal giornalista Gian Antonio Stella. Il quale ha rivelato un altro caso di "tempi azzerati previo pagamento prestazione ginecologica", sempre fatto emergere dal lavoro della trasmissione di Duilio Giammaria: una ragazza veneta chiede a una struttura sanitaria una prima visita per una Pma-procreazione medicalmente assistita a e si sente rispondere che ci vogliono sei mesi, salvo vedersi assegnare un appuntamento per il giorno dopo quando chiede di una specifica dottoressa "y" e viene da questa invitata a procedere per via privata. Il conto in questo caso sarà di 180 euro, riducibili a 140 se si rinuncia alla ricevuta fiscale.

 

Immediata la reazione del governatore Luca Zaia, che ha già annunciato un esposto-denuncia su quanto accaduto. «È assolutamente inaccettabile che una o due mele marce vanifichino l'ottimo e faticoso impegno quotidiano di migliaia di operatori che lavorano in silenzio con professionalità e competenza» con la sanità veneta ai primi posti nazionali. «Per questo - chiude Zaia - quando qualcuno sbaglia, deve essere identificato e punito». 

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