«Fondi Ue disponibili, forse sono gli ultimi»

Da sinistra l’assessore Donazzan, la giornalista Mandurino, il vice presidente di Ieg, Marzotto
Da sinistra l’assessore Donazzan, la giornalista Mandurino, il vice presidente di Ieg, Marzotto (BATCH)
Cristina Giacomuzzo 10.03.2018

Sui social è diventato quasi virale raggiungendo il milione di “impression”, cioè di profili o account nel giro di due giorni. Il Lab Inn, cioè il “Laboratorio d'innovazione”, voluto dalla Regione Veneto, piace. Il meeting, andato in scena in questi giorni in Fiera a Vicenza, sta superando i confini di settore perché mette insieme università, pubblica amministrazione, imprenditori, associazioni di categoria, enti di formazione e terzo settore. Obiettivo: guardare oltre per indirizzare i nuovi fabbisogni formativi e capire come gestire i programmi comunitari che si traducono poi in bandi con soldi per i veneti. Spiega l’assessore regionale, Elena Donazzan: «Ci siamo messi in ascolto della società tutta per capire come muoverci per utilizzare l’ultima parte di fondi dell'Unione Europea che hanno lo scopo di valorizzare l’innovazione sul capitale umano. Una sfida che, come Regione, cogliamo e giriamo ai soggetti interessati che stanno rispondendo dando il loro importante contributo. Ma non è l’unica sfida. Serve un Governo forte che in Europa ci consenta di farci sentire: a maggio si decideranno i criteri di assegnazione dei fondi del prossimo piano pluriennale 2020-2027. Quello su cui ci stiamo concentrando, rischia di essere l'ultimo finanziamento. E senza i soldi dall’Ue, il piatto piange: soldi non ce ne saranno più». Donazzan non nasconde la preoccupazione: «Ho inviato una lettera-appello agli eurodeputati veneti affinché si mobilitino a tutela dei criteri che fino ad oggi l’Europa ha utilizzato e che hanno permesso di far arrivare sul territorio, dal 2014 al 2020, 780 milioni di euro. Lo stesso stanno facendo i colleghi di altre Regioni». IL CONFRONTO. Questa, però, è una partita che si gioca su un altro tavolo. Quello che può fare la Regione ora è riuscire a sfruttare al meglio l'ultima parte dei fondi Ue. «Abbiamo invitato in fiera a Vicenza tutti i portatori di interesse. Quello che si è concluso è in realtà solo l'avvio di un percorso ambizioso». Al meeting, accanto a Donazzan, c’era anche Matteo Marzotto, vicepresidente esecutivo di Italia Exhibition Group, Ieg: «Questo è un momento di confronto importante - sottolinea - e va guardato come esempio nazionale. L’obiettivo di “Lab Inn” è arrivare al 2020 con un sistema socio-economico regionale più cooperativo, collaborativo e integrato, con una rete di soggetti pubblici e privati che opereranno in ottica di filiera con maggiore capacità di innovare e innovarsi, di rispondere ai cambiamenti di contesto e beneficiare di nuove relazioni a livello nazionale e internazionale. Ieg è proprio una straordinaria rappresentazione di un modello integrato tra soggetti pubblici e privati. È una esperienza unica nel panorama espositivo italiano, sia per i risultati finanziari ottenuti, che per i grandi obiettivi raggiunti». IL METODO. Quelli andati in scena in Fiera sono tre giorni di co-progettazione su scuola e formazione; pubblica amministrazione e sport; impresa e sindacati e terzo settore. I presenti, per esempio, ieri nella sala Palladio erano stati muniti di un telecomando con cui potevano lavorare a distanza e in gruppo. Non solo. Dopo il momento formativo con docenti universitari sono sempre stati attivati laboratori ad hoc. «La domanda è: come innovare? - si chiede Donazzan - Per darci una risposta servirà tempo perché il lavoro continua da qui ai prossimi mesi. Tre i passaggi. Primo: ascolto. Secondo: contaminazione: nel senso che i mestieri di ieri hanno bisogno di essere indirizzati. Un esempio? L’artigiano è sempre più digitale. E ancora. Il distretto dell’occhialeria di che figure professionali necessita? Serve modulare la formazione in quella direzione. Terzo: internazionalizzazione. Si tratta di un tema che è già nel Dna dell’impresa veneta. Ma sono rimasta stupita per esempio dalle tante risposte al primo bando per l’ampliamento della competenza linguistica del personale degli enti locali con lo scopo di relazionarsi al meglio con i turisti, per esempio. Il capitale umano non è solo impresa, è anche questo. Per la prima volta, poi, abbiamo usato in modo spinto i social e abbiamo ottenuto risposte positive. Il lavoro durerà 30 mesi. Quali prospettive? Uno dei punti importanti è la valutazione, qualitativa e quantitativa di ciò che si costruisce. Su questo L’Ue ha sempre riconosciuto alla Regione del Veneto grandi risultati». • © RIPRODUZIONE RISERVATA