Con il machete
tra i turisti
vicentino nei guai

L'arma sequestrata dai carabinieri
L'arma sequestrata dai carabinieri
18.08.2018

BIBIONE (Venezia). Serata movimentata, quella di venerdì sera a Bibione. Intorno alla mezzanotte una raffica di chiamate al “112” segnalavano la presenza nell’affollatissima e centrale via delle Costellazioni di Bibione, di un soggetto che si aggirava con andatura incerta e apparentemente senza meta, portando al seguito un vistoso attrezzo con manico, da alcuni indicato come un machete.

La via delle Costellazioni, era a quell'ora piena di  turisti che approfittavano dei numerosi negozi aperti anche in orario notturno e qui scattava la caccia all’uomo, condotta dai numerosi carabinieri che si trovavano, anche a quell’ora, a presidio della località balneare.

Il massiccio intervento dei militari della stazione, e di rinforzi del Comando Provinciale di Venezia, impegnati in attività di prevenzione di possibili attacchi terroristici nelle spiaggie veneziane, ha visto intervenire il personale, altamente specializzato, delle S.O.S. (Squadre Operative di Supporto) in forza al 4° Battaglione Carabinieri di Mestre).

Così, nonostante la sommaria descrizione ricevuta e la presenza di migliaia di persone che certo non rendeva agevole il lavoro dei militari, il soggetto potenzialmente pericoloso veniva individuato. Assicuratisi che la situazione non pregiudicasse l’incolumità dei passanti, specialmente in relazione all’eventualità che si potesse scatenare un’ondata di panico con effetti difficilmente arginabili, i Carabinieri lo avvicinavano e adottando procedure standardizzate per casi del genere, riuscivano ad avviare un colloquio in esito al quale l’uomo, poi identificato in un incensurato 23enne residente nell’hinterland del Vicentino, si consegnava senza resistenza, lasciando che i militari lo privassero del pericoloso arnese che stava portando con sé, ovvero un grosso machete della lunghezza complessiva di 64 centimetri.

Tra la folla festante ed ignara di ciò che stava avvenendo, l’uomo veniva scortato con discrezione nella stazione dei carabinieri dove, dopo approfonditi accertamenti che consentivano di escludere qualsivoglia connessione o finalità terroristiche a suo carico, veniva denunciato per porto abusivo di armi, aggravato in quanto avvenuto in orario notturno.

Alla base dell’inquietante comportamento tenuto dal 23enne, un verosimile disagio psicologico, sui cui risvolti resta difficile indagare, così come non è possibile sapere quali sarebbero potuti essere gli esiti della vicenda se non vi fosse stato il tempestivo e provvidenziale intervento dei militari dell’Arma