Vicenza senza pace
Pioppi-Dalla Vecchia
È incendio social

I tempi (andati) in cui Pioppi e Dalla Vecchia scherzavano in tribuna al Menti
I tempi (andati) in cui Pioppi e Dalla Vecchia scherzavano in tribuna al Menti
Marta Benedetti Alberta Mantovani 04.12.2017

VICENZA. Il Vicenza non trova pace, come se non fosse bastata la quarta sconfitta di fila col Ravenna. Ieri è scoppiato l'ennesimo incendio tra l'amministratore delegato di Boreas, Francesco Pioppi, e un socio di Vi.Fin., Stelvio Dalla Vecchia. Un incendio social. A metà pomeriggio, il presidente in pectore del Vicenza ha pubblicato sulla propria pagina Facebook il messaggio ricevuto su Whatsapp da Stelvio Dalla Vecchia. Riassumendo, Dalla Vecchia ha dato a Pioppi del bugiardo arrivando a scrivere: «Per me da oggi sei morto e farò il possibile perchè tu non veda più il Vicenza al Menti». E ha aggiunto: «Ho dato ordine di togliere da Isola quelle scritte da te ordinate, perché sino a che non avrai le azioni non sei nessuno, e farti chiamare presidente mi fa ridere».

 

Da dove nasce l'attacco di Dalla Vecchia? L'ha spiegato il figlio Simone, rispondendo al post pubblicato da Pioppi. Dalla Vecchia junior ha scritto che domenica suo padre ha trovato sulla porta degli spogliatoi dei cartelli che ammettevano l'ingresso, oltre che ai giocatori e allo staff, soltanto a Pioppi, all'avvocato Roberto Atzeni, e al direttore generale Riccardo Ferri (risulterebbe che anche il diesse Moreno Zocchi fosse ammesso). Nessun altro sarebbe potuto entrare. A quel punto Stelvio Dalla Vecchia, prima della gara col Ravenna, ha strappato i cartelli e poi è andato a chiedere spiegazioni a Pioppi e in un secondo momento ad Atzeni. Entrambi hanno negato ogni responsabilità in merito a questa scelta. Una mail, però, ha "incastrato" Pioppi. Sarebbe stato lui, dunque, a dare disposizione di scrivere e attaccare agli spogliatoi del Menti (dopo quelli già appesi al centro tecnico Morosini di Isola) i cartelli. Da qui, il duro messaggio di Stelvio Dalla Vecchia su WhatsApp all'a.d. di Boreas.

 

Al termine della partita, in un clima già molto mesto per la figuraccia dei biancorossi, c'è stato un confronto acceso tra lo stesso Stelvio Dalla Vecchia e Pioppi. «Gli ho dato del bugiardo, perché gli avevo chiesto di dirmi la verità e cioè se fosse stato lui a porre il divieto di accesso negli spogliatoi. Pioppi ha continuato a negare nonostante la mail. Riportando sul suo profilo Facebook il mio messaggio, ha violato la privacy, ma comunque - ha sottolineato il socio di Vi.Fin. - non ho nulla da nascondere. Le cose sono andate esattamente in questo modo». E Pioppi? Raggiunto al telefono, ha dichiarato di non avere voglia di rispondere e di fornire spiegazioni in merito a questa vicenda molto spiacevole.

Tra i tanti commenti al post, ci sono anche quelli dell'ex direttore sportivo del Vicenza, Sergio Vignoni. La sua è una difesa in favore delle «minestre riscaldate», preferibili a chi «non ha mai visto una partita di calcio e ora gestisce una società portata allo sbando». 

 

Questo atteggiamento di Pioppi, conseguente all'attacco di Dalla Vecchia, a pochi giorni dalla data del possibile closing, ha messo in chiaro, una volta di più, il malessere di alcuni soci di Vi.Fin. nei confronti di Boreas, che secondo la finanziaria vicentina – di cui la famiglia Dalla Vecchia figura socia con l'11,45 per cento – ha la colpa di non aver ancora messo un soldo a disposizione del Vicenza ma di comportarsi come se ne avesse già la proprietà. La situazione, che già era complessa prima di questo episodio, si è aggravata ulteriormente, evidenziando che tra Vi.Fin. e Boreas senza dubbio ci sono ancora dei problemi da risolvere. Cosa accadrà adesso? Bella domanda. In questo momento è facile ipotizzare che arrivare al famoso closing risulti ancor più complesso. Già nei giorni scorsi Pioppi, al nostro Giornale, aveva dichiarato di doverci vedere chiaro su alcune situazioni finanziarie che richiedevano un maggiore approfondimento. È ovvio che l'alterco con Dalla Vecchia non aiuta ad arrivare ad una soluzione. Viene da chiedersi perché in questo delicato momento non sia stata usata una maggiore prudenza da entrambe le parti. Non sarebbe stato più opportuno, in una situazione fattasi così intricata, non rendere pubblica questa sconcertante diatriba? E in ogni caso non sarebbe stato meglio definire per bene ogni cosa prima di "consegnare" le chiavi in mano ai nuovi proprietari del Vicenza? Non si tratta di fare la spesa al supermercato, ma di rilevare il Lane. 

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